USA. Mancano i medicinali per le iniezioni letali, si ricorre alla fucilazione

di C. Alessandro Mauceri

Notizie Geopolitiche

image69Continua inarrestabile il ricorso alla pena capitale in molti paesi del mondo. Nei giorni scorsi, in Cina, stata eseguita la condanna a morte di tre persone giudicate colpevoli dell’attentato del 1 marzo dello scorso anno a Kunming, capitale della provincia dello Yunnan, nel sud del Paese. Nell’attentato erano rimaste uccise 31 persone. Ad aggravare la situazione, la denuncia di Dilxat Rashit, portavoce del Congresso mondiale uiguro, secondo il quale si sarebbe trattato di una esecuzione per motivi politici: “La Cina ha fatto ricorso alla pena di morte per fini politici, senza prendere in considerazione le radici del problema. Gli imputati non hanno avuto diritto a un processo degno di questo nome”.
Il problema del giusto processo è solo l’ultima di una lunga serie di questioni spinose legate alla esecuzioni capitali che sembrano essere tornate “di moda” un po’ ovunque.
Negli Stati Uniti d’America, “paladini” dei diritti umani con le loro missioni di pace (alcune delle quali non autorizzate da nessun organismo internazionale, ne’ Onu, ne’ Nato) in giro per il mondo, ha sollevato non poche critiche la decisione di pochi giorni fa del governatore dello Utah, Gary Herbert. Questi ha firmato, trasformandolo in legge, un provvedimento approvato da diversi senatori l’11 marzo scorso che prevede il ricorso alla fucilazione per eseguire le condanne a morte “nel caso non siano disponibili i farmaci per l’iniezione letale”. Con questa decisione lo Utah ha fatto un balzo indietro di oltre un decennio ed è diventato il primo stato americano a voler utilizzare i plotoni di esecuzione, eliminati nel 2004 da una legge federale. Secondo il governatore Herbert, la decisione, sebbene “un po’ macabra”, è tuttavia necessaria.
L’esempio dello Utah potrebbe essere seguito a breve anche da altri stati che stanno prendendo in considerazione “metodi alternativi” per eseguire le condanne a morte. L’assurda giustificazione addotta è che, in America è sempre più difficile disporre dei farmaci per “l’iniezione letale”, a causa di una presunta forma di boicottaggio da parte dei produttori europei contrari alla pena di morte.

C. Alessandro Mauceri

CAlessandro Mauceri

 

USA. Mancano i medicinali per le iniezioni letali, si ricorre alla fucilazione

Un pensiero su “USA. Mancano i medicinali per le iniezioni letali, si ricorre alla fucilazione

  • 3 Aprile 2015 alle 20:19
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    In America, si sta in galera per aver mentito il popolo.In Italia li prendiamo 3 volte con le mani nella marmellata (SOLDI DEL POPOLO DOLCI COME LA MARMELLATA) si patteggia e si torna a casa…

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