Vespai e grilli per la testa

di Carlo Pompei

Borghese vuole dire ciò che l’operaio diventa appena gli si offre la minima opportunità, diceva Ezra Pound. 

beppe grilloGrillo mette insieme, nel suo calderone, molle emozionali di sicura presa, attingendo in egual misura alla cultura idealista sia del proletariato vessato, che del “padrone etico”, un sogno per la destra onesta, un ossimoro per la sinistra fondamentalista, un incubo per il politicante medio che vede in pericolo i propri agi.
Sembrerebbe tutto ok, allora, ma distruggere può essere peggio che aggiustare quando ci si convince che la propria idea sia giusta e quella altrui sbagliata: nell’equivoco “democratico totalitarista”, consentitemi un neologismo composito, il dogma sostituisce il pragma e il guaio è servito, si perde l’orientamento e si naviga a vista alla deriva. La rottura del timone è causata dalle onde populiste: è il concetto democratico in sé ad essere fallace, quando ci si ostina a pensare che il pensiero di molti – e non di tutti – significhi democrazia. Nel momento in cui si erigono barricate, si ripropone una partizione (partiti non significa andati, ma divisi), quella stessa che si voleva combattere a priori.
Gli antichi filosofi circoscrivevano il potere al popolo nell’alveo delle utopie e, per questo, lo proponevano come ipotetico migliore dei mondi possibili, ma parlavano del pensiero teorico assoluto, non delle sue goffe applicazioni e successivi aggiustamenti.
Il PCI, proprio per questo, preferì rimanere gregario della DC: per governare devi chiamarti Andreotti (o D’Alema), non Berlinguer.
Se Grillo fosse giunto in un momento di estasi politica (ma se ne sarebbe stato a casa) sarebbe stato visto come una pecora nera anche dal popolo, prova ne è che chi sta “quasi bene”, probabilmente in una ottica miope, lo vede come fumo negli occhi.
Ottica miope, poiché, tra le onde populiste, prima o poi, affogano anche i giganti che ridevano della morte dei nani, non certo per Grillo in sé: dopo i grilli arrivano sempre le cavallette. E ben lo sanno i sindaci a 5 Stelle: un conto è criticare chi governa, altro è governare.
Auguro successo e felici due legislature a tutti, però ricordate: una pecora grigia sembra bianca su sfondo nero e sembra nera su sfondo bianco, ma sempre grigia rimane…

Carlo Pompei
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