Voglio raccontarvi una favola

jVoglio raccontarvi una favola. c’era una volta un bambino di nome “J”. è un bambino come tanti e come tutti bambini, ha bisogno dell’affetto dei suoi genitori. Ad un certo punto però le vicende della vita lo portano lontano da uno dei due genitori, nella fattispecie suo padre. La lontananza impedisce di stare molto tempo col padre e soprattutto di vivere in quella che è stata la sua casa nativa, in quei luoghi che i suoi occhi hanno visto per la prima volta. Lì ha fatto le prime sue scoperte e legato i suoi primi ricordi. Ora però questi luoghi li vive sempre meno, e quelle poche volte che ci viene non se ne vuole più staccare. Soprattutto però non si vuole staccare facilmente da quel genitore che vede meno e non si rassegna a questo destino. Solo che questo bambino non trova aiuto da parte di nessuno. Non lo trova da parte del padre che per stare dietro a questo periodo di crisi deve sempre lavorare, sempre di più, per mantenere un livello economico dignitoso. Non lo trova da parte della legge che non garantisce ai padri gli stessi diritti delle madri anche contro la volontà del bambino. Non lo trova da parte della mamma che per punto di principio non rinuncia ai propri privilegi per il bene di un bambino. Per questo motivo che questa, come può sembrare, non è una favola, piuttosto è una triste realtà. Per questo motivo le urla di una bambino non trovano nessuno che le ascolti. Una società che non ascolta le grida di un bambino non è una società dignitosa, ma non dimentichiamo che la società siamo noi. Basterebbe poco per cambiare, ma prima di tutto dobbiamo cambiare noi, e qualcuno purtroppo per egoismo non cambia… e chi ne paga le conseguenze peggiori purtroppo è soprattutto lui.

David Tofanari

david tofanari

Perchè ho chiesto a David di pubblicare questo suo sfogo, questo pensiero? Perchè è il pensiero che ogni genitore ha per proprio il figlio, il pensiero che dovrebbe avere l’intera umanità verso i suoi figli, quale? Il loro bene supremo. L’umanità ha perso di vista il vero obbiettivo della vita, che cosa importa da dove veniamo e chi siamo, tutti però dovremmo sapere dove andiamo e tutti siamo in grado di capire se andiamo nella giusta direzione oppure no. In un celebre discorso di JFK, cito: ” I nostri problemi vengono creati dall’uomo, percio’ possono essere risolti dall’uomo. Perche’ in ultima analisi, il legame fondamentale che unisce tutti noi e’ che abitiamo tutti su questo piccolo pianeta, respiriamo tutti la stessa aria, abbiamo tutti a cuore il futuro dei nostri figli. E siamo tutti solo di passaggio.” E’ forte il messaggio ed è che tutti abbiamo in comune di abitare questo piccolo pianeta e tutti alla stessa maniera dovremmo sentirci responsabili di dove lo portiamo, in che termini lo sfruttiamo, in che termini organizziamo la nostra vita sociale e politica. Si, è importante sapere dove stiamo andando perchè questo è quello che lasceremo ai nostri figli, alle persone che amiamo sopra ogni cosa. E’ davvero importante lasciarli “solo” più ricchi o è più importante lasciarli più felici, in un mondo a loro misura, dove vivere in armonia con gli altri e con lo stesso pianeta. Non è chiedere tanto che ognuno di noi sia cosciente di che vita lascerà ai propri figli, se una gabbia invisibile o un mondo libero da condizionamenti, se una terra sana o una fabbrica di malattie. In un celebre film Charlie Chaplin disse, cito: ” In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. ed è vero, quello che manca è l’equilibrio.

Grazie David, perchè è dalla singola unità di pensiero che si genera il giusto pensiero collettivo ed occorre che più gente possibile lo ricordi all’intero pianeta.

Jacopo Cioni

Jacopo

Voglio raccontarvi una favola
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