INDIA. Elezioni a New Delhi: stravince il “Partito dell’uomo comune”. Modi in crisi

di C. Alessandro Mauceri

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Arvind KejriwalNei giorni scorsi si sono svolte le elezioni per il Parlamento locale di New Delhi, in India. Vincitore indiscusso (e ben al di là delle più rosee previsioni) è stato il Partito dell’Uomo comune (Aap), guidato da Arvind Kejriwal, che si è aggiudicato, stando alla Commissione elettorale indiana, ben 64 dei 70 seggi disponibili.
Al Bjp, il partito del premier indiano Narendra Modi, grande

sconfitto, sono andati “solo” cinque seggi, mentre nessun seggio è andato al partito di Sonia Gandhi (il candidato a governatore, Ajay Maken, ha presentato le dimissioni da segretario generale del partito).
Nel congratularsi con Arvind Kejriwal, il premier indiano Narendra Modi ha assicurato “il completo sostegno del governo centrale per lo sviluppo della capitale”. Nello stesso comunicato, però, il premier ha tenuto a sottolineare che il voto “non deve essere visto come un giudizio sui risultati del governo di Modi”.
Una precisazione importante dato che secondo molti le elezioni potrebbero avere conseguenze ben al di fuori dei confini della capitale. In India, infatti, è in corso un duro scontro tra il Bjp, sempre più ostile verso le altre religioni, e il partito vincitore delle ultime consultazioni, l’Aap, che invece si è sempre dichiarato apertamente laico, rifiutando “le politiche di casta e religione”.
Le elezioni di New Delhi sono importanti per comprendere come potrebbero cambiare gli equilibri politici all’interno del Paese che vedono i nazionalisti avere la maggioranza alla Camera, ma in difficoltà al Senato, dove subiscono l’ostruzionismo delle opposizioni che hanno dimostrato, in più occasioni, di avere i numeri per poter ostacolare il governo. Non a caso il premier Modi è stato costretto più volte a ricorrere ad ordinanze esecutive (una sorta di decreti legge) per andare avanti. Una scelta che potrebbe avere ripercussioni pesanti sull’economia dell’India, dato che questi strumenti legislativi sono a durata limitata e non possono essere rinnovati più di tre volte.

C. Alessandro Mauceri

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