Archive for Calabria

Pasolini e la Calabria

di Antonella Policastrese

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Forse la tragica dinamica dei fatti di quella notte tra  il 1º e il 2° novembre 1975  non sarà mai più chiarita nei dettagli e non si conoscerà il vero movente di quello che fu un efferato omicidio.
imagespasoliniO forse il movente ufficiale non ha mai convinto e convincerà quanti Pier Paolo Pasolini lo hanno conosciuto, apprezzato e anche lealmente avversato. Quella notte all’idroscalo di Ostia
il poeta  fu ucciso presumibilmente per una violazione degli accordi sessuali prestabiliti con un coatto imbarcato sulla sua  “Alfa Romeo Gt 2000”   nei pressi della stazione Termini a Roma. E quindi va subito detto che, a livello popolare, di Pier Paolo Pasolini era più nota l’ inclinazione sessuale che l’enorme valore assoluto della sua personalità di scrittore, poeta, regista e polemista; doti che però la gente, per Read more

Calabria frana

di Antonella Policastrese

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Un disastro annunciato. C’era l’esatta contezza  che l’epilogo del mal tempo sarebbe stato esattamente questo. Il territorio di Calabria continuamente violentato da costruzioni nate come i funghi, è franato sotto i piedi, all’arrivo  di una pioggia abbondante. A farne le spese, questa volta  la linea ferroviaria  ionica, flagellata dall’acqua tanto da portarsi via quel che rimane dei binari e di strade tranciate dal bombardamento d’acqua che ha divelto anche  l’asfalto . Eppure è da sempre Read more

#Mattia Preti: Quattro tele nella sala del castello

 di Antonella Policastrese

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Dal 22 ottobre, sino al 10 novembre, presso le sale del castello “Carlo V” di Crotone, saranno esposte al pubblico quattro tele di Mattia Preti che ritraggono il martirio di San Sebastiano. Questo su iniziativa   della Regione Calabria ; del Segretariato regionale del ministero dei Beni culturali e con il coordinamento scientifico del Polo museale della Calabria e della Soprintendenza belle arti e paesaggio calabrese. Una mostra monotematica dunque, cioè alcune tra le più significative opere che il “Cavalier calabrese” nato a Taverna in provincia di Catanzaro nel 1613 e morto nell’isola di Malta  nel 1699, ha dedicato al culto del santo martire. Read more

Ponte sullo stretto: da annoverarsi nel libro dei Guinness

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Ponte sullo stretto: da annoverarsi nel libro dei Guinness

di Antonella Policastrese

E poi al governo arrivò il giorno per  fare il punto su una questione molto controversa: Il Ponte sullo Stretto. Sostenitori indefessi: Angelino Alfano e Dorina Bianchi. Come dire Calabria e Sicilia unite da una mega costruzione galattica, il cui progetto è degno di essere esportato su Marte. Non si capisce bene come mai una questione liquidata per sempre torni oggi a tenere banco, specie alla luce di una crisi senza precedenti , con comuni in dissesto, Regioni, come la Calabria, sull’orlo di una crisi di nervi, ed infrastrutture da terzo mondo. Sono anni che si parla dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, di una SS 106 divenuta come il Minotauro che Fagocita vite umane; e di cosa si parla oggi? Di Ponte sullo Stretto naturalmente. Read more

Carolina Girasole da condannata ad osannata

Carolina Girasole da condannata ad osannata

di Antonella Policastrese

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Era il cinque Dicembre quando, con un articolo pubblicato su “Agora Vox, mi interrogavo sulla vicenda di Caterina Girasole, accusata di voto di scambio.

Nonostante i giornali titolassero a tutta pagina la notizia del suo arresto, nel concludere il mio pezzo io affermavo chein fondo la Girasole è una donna e nella mentalità mafiosa le donne non possono ricoprire incarichi di una certa rilevanza. Quest’altra triste pagina di storia merita una riflessione attenta dettagliata che va indagata più a fondo. In Calabria le donne non hanno molte chances. Se volessimo andare un po’ più in là, bisognerebbe accostare la figura di Lea Garofalo morta per mafia e ora quella della Girasole delegittimata forse da quella famiglia che gli aveva garantito sì un pacchetto di voti, ma che molto probabilmente per qualcosa che si è inceppata è stata sacrificata sull’altare di quella lotta contro la N’drangheta che lei stessa incessantemente ha sempre portato avanti.

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Rossano. Il nubifragio annunciato

Rossano. Il nubifragio annunciato

di Antonella Policastrese

Rossano alluvioneIl clima sta cambiando. Lo dimostrano i violenti nubifragi che stanno investendo l’Italia da nord a sud, mostrando la fragilità di territori che si sfaldano, a causa di piogge che cadono con forte intensità, provocando nubifragi e smottamento di terreno. La cronaca di un nubifragio annunciato questa volta riguarda Rossano, in Calabria, dove si contano i danni a strutture turistiche oltre che in zone agricole messe in ginocchio per la piena di torrenti che hanno tracimato e alluvioni che hanno sommerso di fango tutto ciò che era sul loro cammino. Un dissesto idrogeologico dovuto a cementificazione Read more

Il water di pitagora

Il water di pitagora

di Antonella Policastrese

 

Tagli alla sanità: patto con le lobbye. Il caso crotone

Tagli alla sanità: patto con le lobbye. Il caso crotone

di Antonella Policastrese

118Crotone, terra di Calabria. Città di mare, dalle mille potenzialità. Dopo la deindustrializzazione aveva puntato sul terziario. Certo è che se i crotonesi avessero avuto contezza su cosa il futuro gli avrebbe riservato, avrebbero speso le loro energie ad andar via in massa. Siamo in Calabria comunque, dove il tempo sembra essersi fermato, e davanti ad uno scenario di crisi, la situazione non poteva che peggiorare; un po’ per una politica sempre uguale a se stessa un po’ per una mentalità abituata a fidarsi del potente di turno, per risolvere individualmente i problemi d’ordine quotidiano. Una politica, divenuta ultimamente un vero business e che Read more

Unione Europea: i pescatori calabresi non ci stanno

Unione Europea: i pescatori calabresi non ci stanno

di Antonella Policastrese

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        Non si placa la protesta contro il divieto della pesca imposto dai trattati europei. Questo è il periodo del novellame, ossia del pesce neonato, della sarda che in Calabria viene trasformata in sardella, un piatto gustosissimo macinato con il peperoncino, una sorta di caviale che non ha costi proibitivi e può stare sulle tavole di tutti. Read more

Reportage: Immigrazione in Calabria. Luci ed ombre.

Reportage: Immigrazione in Calabria. Luci ed ombre.

di Antonella Policastrese

immigrantiL’immigrazione è diventato uno dei problemi più spinosi dell’Occidente. Da tempo l’Italia si è trasformata in una terra di frontiera dove si riversano una massa di disperati in cerca dell’Eldorado. E’ una questione complessa ,specie ora che dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo si deve fare i conti con la matrice terroristica islamica e l’idea di un’espansione di un Califfato che vorrebbe riportare in auge un impero che dall’Oriente arrivi via via verso l’Occidente.
E che la questione sia aggrovigliata come una tela di ragno Read more

La questione di Capocolonna

La questione di Capocolonna

di Antonella Policastrese

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       Quella in corso in questi giorni sul promontorio Lacinio, contro l’odioso scempio perpetrato dalla Soprintendenza archeologica della Calabria, potrebbe essere relegata nei libri di storia, (se fosse definita una volta per tutte l’esatta ubicazione della prima), come la “seconda Battaglia di Capocolonna”.

        La prima avvenne nel 982, tra le forze dell’imperatore Ottone di Germania e quelle dell’Emiro di Sicilia. Il campo di battaglia dell’epoca è stato individuato da Read more

Quindici aprile 2014, trecento ragazze nigeriane….

Quindici aprile 2014, trecento ragazze nigeriane ….

di Antonella Policastrese

ragazze nigerianeCROTONE – Quindici aprile 2014, trecento ragazze nigeriane vengono rapite Il Giorno prima degli esami, da Gruppo islamista Nazioni Unite. Si diffonde la notizia, I Giorni Passano. Solo Ieri, il capo del Gruppo islamista Boko Haram, annuncia Che le ragazze non verranno restituissero alle Loro Famiglie, ma Vendute venire Schiave o data in moglie. Nel Democratico Occidente, custode dei CD Diritti Umani, la notizia Scivola via Senza Colpo ferire. La Questione sembr una di Nuovo Balzata Agli onori della cronaca, in vista del World Economic Forum il Che SI dovra Tenere Proprio in quell’antro di Mondo colomba Studiare e Una conquista, specie se SI e Donne e dignitosamente SI Sfida il Tabù della sottomissione Legata tutti ‘Ignoranza.
Donne Che non Hanno Diritto di Respirare o di Pensare, Donne Che Ancora Una Volta Sono alla berlina di integralismi Che in Quei Paesi SI manifestano con la RIDUZIONE Reale in schiavitù. Tutt’altra Cosa RISPETTO alla civilissima Europa e alla SUA presunta Parità TRA Sessi, colomba comunque i Ruoli Chiave rimangono in mano a Uomini, Semper Più proiettati verso ambite mete, il Che sceglieranno Strada Facendo, chi fara Parte Proprio la gestione del.
Ancora Una Volta Siamo di Fronte ad ingiustizie e prevaricazioni Sociali su Donne Offese Dignità Nella, data in pasto ad Uomini venire se SI trattasse Proprio canna del da Tenere al Guinzaglio.
ì Una storia d’ordinaria follia, il Che non puo Essere archiviata venire se SI trattasse di ONU Fatto Che non ha attinenza con Il Nostro vissuto. L’attinenza c’e, eccome. QUANDO Le Donne vengono escluse o Tenute ai Margini dei Processi produttivi non Si Può Parlare di Diritti, ma di Libertà negate o Parzialmente concesse. Una Società similitudine non andra Molto Lontano ed E per QUESTO Che La storia di Quelle trecento ragazze, desiderose soltanto di istruirsi, Diventa La Storia di Tutte noi. Muoiono le Società Che sperperano il Proprio Capitale Umano e Le Donne Lo Sono.

Antonella Policastrese

Antonella Policastrese

La scala

La Scala

di Antonella Policastrese

scalaI cervelloni del Comune di Crotone avevano pensato che, nell’intervento sull’area sottostante viale Regina Margherita, attingendo ai fondi Pisu, (Progetti integrati di sviluppo urbano) sarebbe stato possibile, fra l’altro, costruire una scala che rendesse agevole salire al piano stradale del viale, dopo aver parcheggiato in via Miscello da Ripe, ovvero lungo la via che un tempo si chiamava strada consortile e che conduceva dal porto sino agli stabilimenti industriali. A fianco di tale strada si erano consumate, negli anni, le velleità di riqualificazione urbana, sociale e ambientale della città di Pitagora. In quell’area furono allocate pure delle attrazioni esotiche: ovvero una gabbia con le scimmie e un laghetto con i cigni, a loro volta sfrattati dalla Villa Comunale. Entrambe le attrattive divennero ben presto simbolo della proverbiale, atavica e ancestrale  barbarie cittadina; nel senso che le scimmie, costrette a vivere in una gabbia con il pavimento di cemento armato, cominciarono ad accusare dei vistosi malanni al proprio “lato B”, e da lì venne coniato il detto, autenticamente crotonese,  “avere il culo come le scimmie”. Questo perché quelle povere bestie, strofinandosi sul pavimento granitico e oltremodo ruvido, si procuravano vistosi edemi alle parti basse del corpo. Erano diventate cattive le scimmie di viale Regina Margherita; ai bambini che gli porgevano noccioline, se possibile, gli mordevano le dita. Un giorno addirittura tentarono la fuga, ma furono ben presto catturate nella casa di un noto pasticcere di Crotone, oggi scomparso, dopo avere seminato il panico in casa; non prima di avere mandato in frantumi uno specchio e di aver fatto scempio del letto grande. Poi si decise che Crotone non era città per scimmie e nessuno seppe più nulla del loro destino. Dei cigni invece, che abitavano nel laghetto a 20 metri dalla gabbia, un giorno si seppe che furono abbattuti da colpi di arma da fuoco, durante un’esercitazione notturna di picciotti locali. Ancora molti anni prima, quell’area sormontata da una muraglia rivaluta, ai giorni nostri,  col nome di Bastione Villafranca, era la sede di un campetto di calcio alla buona, dove si disputavano partite di quell’eterno campionato, fatto di bestemmie e scazzottate,  tra “Pescheria” , “Fondo Gesù” e “Marinella”. Poi cominciarono ad ampliare e riqualificare il porto con il “Molo Giunti”, e l’assetto di quel lembo del territorio crotonese cominciò ad assumere un aspetto totalmente diverso, con la sua riconversione a giardinetti, dotati di piante e fontanine monumentali. Nemmeno la mitica “Symandou” approdava più nel porto di Crotone e la blenda, le piriti, scaricate dalle stive delle navi e destinate agli impianti industriali della città, cominciavano a essere merce rara; prime avvisaglie della fine di un ‘epoca. Ma nonostante tutto, le panchine del molo furono ampliate sacrificando i cosiddetti “ospedaletti”; capannoni dove un tempo erano allocate le officine dell’Ansaldo. E andando ancora a ritroso nel tempo, l’area dove il comune di Crotone sta realizzando un park & ride con i fondi PISU, un tempo era attraversata dalla ferrovia “Valle del Neto”ad esclusiva servitù industriale. Nemmeno mezzo secolo dopo, e siamo agli anni a cavallo tra il 2010 e il 2013, la zona sottostante viale Regina Margherita, era divenuta un hotel a infinte stelle (nel senso che come tetto aveva solo il cielo stellato) per gli immigrati ivi accampati. Capanne e tende di fortuna per quei poveri cristi, ma con il privilegio di potersi almeno lavare sotto le fontanine, incuranti degli sguardi dei praticanti di jogging e di coloro che la mattina presto portano i cani fuori per pisciarli. Le malelingue dicono che i lavori per la realizzazione del “park & ride”  in via Miscello da Ripe siano stati accelerati proprio per sgomberare la comunità di fratelli extracomunitari che avevano eletto dimora in quei luoghi. Sarà stata la fretta, la smania di mettere fine a un problema che stava divenendo di ordine pubblico, oppure la necessità di avviare dei lavori con fondi comunitari che, se non spesi per tempo, dovevano essere restituiti al mittente, ma in via Miscello da Ripe era stata realizzata una scala in cemento armato nei pressi dell’unica cabina telefonica esistente in viale Regina Margherita. La scala, imponente e maestosa, era stata ultimata, mancava solo il taglio delle ringhiere per collegarla con il più famoso e frequentato viale crotonese. Ma è successo che l’ultima settimana di marzo,  un ruspone, grande come una casa, ne ha fatto scempio di quella scala in cemento armato, inforcandone con la benna tutta la trama in ferro, come fosse un piatto di spaghetti al dente. Pare che questa decisione, la demolizione del manufatto, sia stata adottata in seguito alle denunce e segnalazioni da parte di associazioni ambientaliste crotonesi. La struttura era stata giudicata uno scempio in quanto essa sorgeva “a ridosso del cinquecentesco bastione Villafranca… vincolato ipso iure, soggetto a tutela da parte dello Stato e meritevole di opere di conservazione in quanto parte integrante del complesso delle fortificazioni volute dall’imperatore Carlo V e dal vicerè don Pedro de Toledo, marchese di Villafranca.” Per tali ragioni, le associazioni che hanno a cuore e disgrazia le sorti di ciò che avanza della città di Pitagora, ne hanno chiesto l’abbattimento. E sono state accontentate. Delle possibili tre scalette che avrebbero dovuto collegare la “Margherita” di sotto, con quella di sopra, continuano a rimanerne due, una nei pressi di dove erano alloggiati i cigni, dinanzi Molo Giunti, e una laddove sorgeva la gabbia delle scimmie e il bar (ricavato proprio sotto la scala, appoggiata e ancorata al medesimo bastione Villafranca) di un signore che si chiamava “Trentatrè” per via del suo marcato strabismo. La città, la sua storia, il suo immenso patrimonio storico, culturale, monumentale possono ora dirsi salvi, ma c’è da chiedersi quanto sia costato costruire quella scala  e quanto abbatterla. Saranno bastati un centomila euro per entrambe le operazioni ? Quella porzione di muro in questione adesso è libero, sgombero da obbrobri; un tempo era il cesso di fortuna, o di servizio, per famiglie numerose nonché latrina per viandanti, esodati dai pisciatoi pubblici,abbattuti uno dietro l’altro, ed  esseri senza fissa dimora. Ma pensando allo spreco di soldi intervenuto, e senza entrare in merito a colpe e responsabilità per questo stillicidio di risorse pubbliche, più che un monumentale baluardo, quella storica muraglia di via Miscello da Ripe, adesso è di sicuro un muro del pianto.

Antonella Policastrese

Antonella Policastrese

Questa notizia non sa da dare!

Questa notizia non sa da dare!

di Antonella Policastrese

telefono rossoSi difende a spada tratta il sottosegretario Antonio Gentile appena eletto nel governo Renzi. Parla di macchina del fango, ma a sentire quella telefonata tra Umberto De Rose presidente Fincalabra ed Alfredo Citrigno, editore del quotidiano” L’Ora della Calabria”, si capisce quanto le pressioni in questa terra siano la norma per ottenere ciò che si vuole e si ottiene, costi quel che costi. Tutto ciò che sta emergendo in questi giorni difronte ad una notizia che doveva essere a tutti i costi taciuta, in quanto in ballo c’era l’onorabilità del figlio di Gentile, iscritto nel registro degli indagati, fa rizzare i capelli in testa anche a chi ne ha qualche filo. Tacere una notizia in una terra dove l’omertà è la prerogativa necessaria per andare avanti pone una serie di problemi che qui più che altrove non possono essere sottovalutati e liquidati a cuor leggero. Telefonare ad un editore, per ricattarlo e far si che quel ricatto possa essere usato a sua volta, per ottenere benefici non depone per niente bene.

QUESTO E’ IL LINK DELLA TELEFONATA.

Qui in Calabria dove il mestiere del giornalista è un optional e i giornalisti vengono scelti in base ad una appartenenza politica o massonica. Un mestiere , quello di giornalista, svilito dove ciò che conta non è essere appassionati, ricercatori della verità, narratori di una realtà che fa a botte con i diritti negati. Servono dei “leccapezze” bravi su quanto riescono a tacere. Servono scribacchini utili a riempire spazi e pagine. I direttori delle più importanti testate nazionali hanno preso posizione difronte ad un fatto così sconcertante, ma ad essere deflagrante è il modo impiegato per gestire le cose di Calabria. I finanziamenti che spettano alle testate giornalistiche o televisive, vengono elargiti in base a favori che si devono rendere, con il risultato che pur essendoci tanti organi di stampa non c’è opinione in questa regione. Se si volesse davvero scoperchiarlo il vaso di Pandora, ci accorgeremmo di altre anomalie e di come non manchino i conflitti di interesse per editori che si aprono tv ,quando hanno a disposizione l’appoggio di un famigliare nelle istituzioni che gli permette di stare ben coperti e al sicuro. Se l’informazione fosse libera da lacci e lacciuoli, tanti Gentile per interposta persona, non alzerebbero la cornetta per chiedere la cancellazione di una notizia, tanto più se ci fosse nemmeno ci fosse un ordine dei giornalisti regionale,ben determinato. Certamente ci si penserebbe diecimila volte, prima di chiedere la cancellazione di notizie che riguardano i potenti. Che senso ha parlare di n’drangheta, di omertà se ad essere bacati sono proprio quelle istituzioni che esercitano il loro potere, come se gli fosse stato elargito per grazia divina. E come se non bastasse Antonio Gentile entra nel governo del rottamatore. Rottamatore di cosa? Di diritti inesistenti, di una stampa acquiescente, che deve servire per veicolare l’immagine e l’onorabilità dei potenti? Comunque sia Il malcostume, venuto ancora di più alla luce su un fatto che ormai è diventato la normalità , fa capire di quanto sia caduta in basso l’informazione e di quanta sia forte l’ignoranza, se a preoccupare le mummie mummificate sia la carta stampata per l’uscita di una notizia scomoda e non la pubblicazione della stessa su testate on-line. Forse tutto questo la dice lunga su come bisogna salvare a tutti i costi l’apparenza e nascondere i propri scheletri nell’armadio.Altro che cultura e terra di cultura. In Calabria non siamo nemmeno all’anno zero. Siamo sotto zero.

Antonella Policastrese

Antonella Policastrese

Calabria:Pace e veleni

Calabria: Pace e veleni

di Antonella Policastrese

E poi ti accorgi che in Calabria esiste uno dei porti più grandi del Mediterraneo.

Gioia TauroPeccato soltanto che le notizie in merito a questa vasta area portuale siano legate ad operazioni di polizia che si susseguono quasi ogni giorno in merito a spedizioni e sequestri sulla via della droga. Ci si accorge del management della struttura solo quando devono mandare quaggiù carichi pericolosi, come quelle delle sostanze chimiche sequestrate in Siria. Stucchevole la motivazione data dalla Bonino e dal ministro Lupi, i quali sono convinti che dalle nostre parti la situazione può essere gestita al meglio per via di proteste ambientaliste che in Calabria sono considerate un optional. E così, guarda caso, la scelta salta i porti di Taranto e Livorno per fermarsi proprio qui, dove avviene di tutto e di più.

L’Italia è in prima fila in un’operazione di pace senza precedenti, ma che evidentemente è considerata tramite la Calabria “pattumiera del mondo”. Una pace che si costruisce e un’operazione alla quale si partecipa, ammorbando zone franche come la Calabria che non possiede nulla, rimasta all’anno zero in tema di sviluppo e che viene considerata alla stregua dell’Africa, abitata da indigeni con l’orecchino al naso.

TaikoArk Futura

Per stare ai fatti due navi da carico, Taiko e Ark Futura, con un ingente carico di armi chimiche sistemate in 1500 container, arriveranno nel porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria) per essere imbarcati sulla nave statunitense Cape Ray per distruggere il velenoso carico tramite il processo dell’idrolisi in acque internazionali.

Un’operazione al buio dal momento che distruggere veleni in mare significa creare dei disastri ambientali che minano la salute di acque già così maltrattate per via di costruzioni abusive e scarichi fognari da far invidia alla cloaca Massima. Farla poi scegliendo una zona lontana dal mondo è ancora più riprovevole, in quanto questa decisione, presa sulla pelle di comunità in subbuglio, la dice lunga di come la Calabria sia un avamposto di frontiera utile per far circolare qualsiasi tipo di merce. Insorgono dunque i sindaci della piana e seppur Scopelliti oggi si dica preoccupato per una sobillazione di popolo, pare che qualcuno da un orecchio non ci senta proprio. Siamo stati scippati di un tribunale, le strade sono mulattiere, abbiamo un’autostrada che è un continuo cantiere, una criminalità organizzata che si è inserita in ogni tipo di attività economica o commerciale e il Governo che fa? Ci regala il trasporto di un singolare carico di armi chimiche.

A voler scendere e sviscerare questa decisione c’è materia per un probabile film di spionaggio e controspionaggio date le condizioni persistenti del territorio, tramite personaggi che potrebbero rubare il carico per costruire un’arma micidiale che distrugga il mondo.

Il buon senso ormai non esiste più e ciò che ci si chiede è se, in nome della crisi, ci manderanno magari a lavorare materiale radioattivo in cambio di pochi soldi. Forse si sta considerando il fatto che su questo pianeta siamo così numerosi da farci morire in nome di idee di pace dandoci da mangiare polpette avvelenate.

Calabria terra di santi, filosofi e pensatori, ridotta ad un immondezzaio umano dove la vita non sembra aver nessun valore e l’arretratezza è un elemento utile per chi decide per noi a prescindere.

Antonella Policastrese

Antonella Policastrese

Grillo tra palco e realtà

Grillo tra palco e realtà

di Antonella Policastrese

Quarto e ultimo appuntamento della rassegna “XMasInvasion 2013” di arte, musica e cultura promossa dal circolo “Arci Le cento città” dedicato alla musica e alla presentazione del libro “Un Grillo Qualunque” di Giuliano Santoro. L’inziativa si è svolta lo scorso 29 dicembre presso la sede del circolo in via “Spiaggia delle forche” alla presenza dello stesso autore, di Claudio Dionesalvi e Silvio Messinetti. Un modo, fra l’altro, per celebrare il decennale della presenza sul territorio di questo circolo Arci, nato dopo il G8 di Genova, presieduto da Filippo Sestito, formato da aderenti che provengono dal mondo dei movimenti e dei social forum. L’esigenza, come ha spiegato il presidente Filippo Sestito ,è di riunirsi in una sede fissa e stabile, come quella di via “Spiaggia delle forche” , per discutere sui grandi temi di attualità, e dei fenomeni che stanno riguardando la nostra società sia in campo politico che culturale. Era quindi inevitabile interrogarsi sul caso Beppe Grillo e del suo Movimento 5 Stelle che ha cambiato la fisionomia del panorama politico italiano,dando una spinta propulsiva per un cambiamento che stenta ad affermarsi , ma che tuttavia è richiesto a gran voce dalla società civile. beppe grilloOccasione migliore per fare questo,dunque non poteva che essere un libro incentrato sulla figura dell’esponente principale del M5S per spiegare in modo critico le fasi della politica , partendo dalla crisi dei partiti nella società odierna e da uno svilimento della stessa democrazia. Nel mondo attuale, dove da oramai troppo tempo con le ideologie sono crollati sia gli ideali quanto la cultura ed i valori umani, ancora ci si attarda a capire quello che è successo e ad individuare i responsabili di turno. Sicché, in una eventuale nuova riedizione della fiaba del lupo e dell’agnello, non si capisce, come non lo si capiva prima, come abbia potuto adesso un grillo che sta a valle del ruscello, avvelenare il corso d’acqua al lupo, così come, sempre secondo il lupo, avrebbe fatto la pecora ai tempi andati. Quindi il giornalista e scrittore Giuliano Santoro ha cercato di smontare, attraverso le pagine di un libro, scaricabile in formato PDF da internet, il motore di una macchina , rappresentato dal Movimento 5 Stelle, alimentato, secondo l’autore,dalla trasposizione del linguaggio televisivo sulla rete e dall’uso massivo di questa con conseguente appiattimento dell’espressività che poi si traduce in qualunquismo. D’altronde Grillo è un uomo di spettacolo, a suo tempo abile incantatore del pubblico televisivo, sino a quando lo accusarono di abbeverare sistematicamente, da comunista, i suoi cavalli nelle fontane di Piazza San Pietro. Però, dopo decenni di astinenza catodica, nonostante l’avvento del sistema televisivo digitale e il moltiplicarsi dei canali televisivi, l’artista genovese è riuscito a compiere un salto di qualità attraverso l’uso di una rete dentro la quale ognuno può esprimere un’opinione non manipolata, tantomeno mediata, dai mezzi di comunicazione di massa tradizionali. casaleggioQuindi l’aver dato vita ad una piattaforma potentissima come quella costruita insieme a lui da GianRoberto Casaleggio, non poteva che destare inquietudine negli altri attori principali della vita politica italiana, soprattutto dopo il trionfo alle elezioni politiche di febbraio 2013 dove il Movimento di Beppe Grillo si è piazzato alle spalle dei principali schieramenti politici con il 25 per cento di voti facendo eleggere ben 163 tra deputati e senatori. La rete dunque ha potuto tutto questo, perché la rete, secondo l’analisi di Giuliano Santoro, diventa realtà e in questa il passato non viene preso in nessuna considerazione; conta quanto possono contare le notizie che si susseguono ogni giorno, spesso senza lasciare traccia e ricordi. L’autore del libro “Un Grillo qualunque” gioca il suo approccio sociologico dei media basandosi sulla figura del comico Grillo, sottolineando quell’appellativo, quasi per svilirne il significato e il contenuto, ribadendone l’abilità scenica e l’ammaliante, persuasivo eloquio. Egli, l’artista Genovese, compaesano di De Andrè. Ivano Fossati; Maurizio Crozza; Paolo Villaggio e tanti altri protagonisti, nel bene e nel male, della cultura italiana, rimane dunque un comico e tale avrebbe fatto bene a restare, mantenendosi dentro la “corus-line” del mondo dello spettacolo. E’ triste quest’idea del mantenimento dei confini per l’espressività artistica, pur sapendo quanto hanno inciso sulla maturazione delle coscienze i versi di un cantante, come De Andrè; sulla formazione di un’italica tipologia, le parodie fantozziane di Villaggio, oppure quanto abbiano scandito il vivere quotidiano le note di Ivano Fossati. Ma la politica no, non è un paese per comici, soprattutto quando portano in Parlamento qualcosa come circa 170 rappresentanti di un movimento. Insomma, secondo Giuliano Santoro il cabaret si sostituisce alla politica, permea di se i comportamenti e con modi irriverenti si libera dei propri avversari avendo dalla sua parte una vasta schiera di uomini che si calano nella parte e diventano replicanti della risata. Trapela, dalle pagine del libro e dalle parole del suo autore, una preoccupazione costante nell’additare una rete che diventa tossica, perché saldamente in mano a un guru che manovra le coscienze, dissacrando i palazzi, distruggendo quei corpi collettivi (i partiti) a cui bisognerebbe tornare. Santoro dice che le rivoluzioni si fanno in piazza, dimenticando ovviamente quanto ciò faccia vibrare i manganelli, appesti l’aria di lacrimogeni e insanguini le aule e le scale di una scuola come la “Diaz” di Genova. Lo dice, ne è convinto l’autore del libro presentato lo scorso 29 dicembre al circolo Arci Le cento Città; ciò che sta destabilizzando la situazione attuale è la nascita di questo antipartito, il Movimento 5 Stelle. La sintesi è questa. Si può essere d’accordo oppure no sul fatto che Beppe Grillo rappresenti la degenerazione della politica italiana; il dibattito è aperto, ma frattanto che si argomenta e si scrive su questo, si perde di vista la nascita del nuovo partito unico in Italia, capeggiato nell’ombra anche esso da personaggi della televisione della letteratura, rappresentato erga- omnes da un cazzaro di successo venuto da Firenze. Va bene l’esistenza di un partito unico, in Italia non sarebbe la prima volta; ma pretendere di essere l’unico partito è forse davvero troppo…

Antonella Policasatrese

Antonella Policastrese

Il cuore (della Magna Grecia) altrove

Il cuore (della Magna Grecia) altrove

di Antonella Policastrese

Le foto sono state recuperate presso il sito web archeocalabria.beniculturali.it

antonella policastrese archeologia.Con l’approvazione delle graduatorie per i corsi di formazione, inerenti il progetto “Antica Kroton”, entra nel vivo la seconda fase di quell’idea alternativa sul recupero delle aree ex Montedison correlata alle preesistenze archeologiche della città con proiezione verso lo sviluppo turistico. Ben quattrocento unità, reclutate nelle liste di lavoratori in mobilità, saranno dunque formate in materia di scavo e recupero di aree archeologiche. Si profila un grande lavoro di coordinamento, quand’anche le ore di formazione per quelle 400 unità dovessero avere prevalente svolgimento teorico e in aula. A saperlo che le cose sarebbero andate così per le attività archeologiche crotonesi, c’è da chiedersi se non sarebbe stato opportuno mantenerla a Crotone la sede dell’ Ufficio scavi della Soprintendenza Archeologica della Calabria. Perché quello ha sede a Roccelletta di Borgia, nonostante ancora prima della “scoperta” della antica Kroton, Read more

Alunni o reperti questo è il dilemma

Alunni o reperti questo è il dilemma

di Antonella Policastrese

scuolaSettembre, mese di bilanci e di aspettative, specie per quel che riguarda il pianeta scuola. Appuntamento che si presenterà a giorni con il suono della campanella per riportare sui banchi scolastici i ragazzi, pronti ai nastri di partenza, per affrontare un nuovo anno di studio. I problemi sono quelli di sempre. Crisi profonda che fiacca maggiormente le famiglie grazie ad aumenti che erodono sempre di più il tetto della spesa. Mancano i quattrini; appesa al filo la speranza per giovani scippati del presente, oltre che di un futuro, sempre più nebuloso, insegnanti che mancano, aule diroccate come se ci fosse stato un bombardamento, alunni stipati come polli per assicurarsi un minimo d’istruzione sempre più negato al ceto sociale dei meno abbienti. Questione di ieri, attuale oggi  come non Read more

Crotone bidonville di Antonella Policastrese

Crotone bidonville

di Antonella Policastrese 

Crotone, viale alberato. Si chiama Via R. Margherita. Un tempo era considerato il salotto buono della città. Molta gente lo affollava per sedersi sulle panchine e respirare un po’ di aria fresca e ripararsi dalla calura estiva. Molti i bambini che in quelle piccole oasi di verde si divertivano a giocare lontano dal traffico e dalle auto che asfissiavano l’aria con i loro tubi di scarico. Come passa il tempo e come tutto cambia!

1094490_10200760930002164_469720326_oLo dimostrano le foto dove quelle stesse zone di verde sono diventate alberghi all’aperto per tutta questa gente che arriva dall’Africa e dalle zone di guerra, desiderosa di un riscatto sociale. E di riscatto non so quanto ne trovino se alloggiano su cartoni o materassi recuperati chissà dove. Se per lavarsi affollano le fontanelle e tra un albero e un altro legano corde di fortuna, per stendere quel che rimane dei loro stracci. Bidonville a cielo aperto. Gente che quando non alloggia nei CARA, li trovi in casermoni dismessi dove si organizzano alla meglio,e se la fame si fa sentire non esitano a catturare qualche colombo per arrostirlo su un fuoco di fortuna. Read more

Una magia dei conti. di Antonella Policastrese

Una magia dei conti.

di Antonella Policastrese

MagiKrò- Festival

“Luoghi di Magia –Magia nel Luoghi”, ribattezzato con l’acronimo di “MagiKrò- Festival” e ancora più miseramente come “Festival della Magia”. Un programma il cui valore è di oltre mezzo milione di euro a edizione e per il quale la Regione Calabria, con fondi della UE, ogni anno e per tre anni, mette a disposizione 306 mila euro. Quattrini per realizzare un grande evento, in grado di movimentare flussi turistici e di migliorare l’attrattività di una terra che così, grazie alla programmazione di festival multigeneri in ogni provincia, dovrebbe arricchirsi di opportunità , culturali, di svago, di approfondimento e di spettacolo da offrire soprattutto a chi la sceglie come meta di vacanze. Il ruolo del “MagiKrò-Festival” rientra, o dovrebbe rientrare, in questa disciplina. A monte di tutto questo esistono dunque Read more