Archive for Notizie Europee

ATTACCO AL CUORE DELL’EUROPA

ATTACCO AL CUORE DELL’EUROPA

PARIGI

di Stefano Becciolini

fahrenheit912

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Le notizie Che provengono da Parigi Sono drammatiche e convulse. Il Ministro Olanda ha decretato lo Stato di Emergenza e chiuso le frontiere Francesi. Mezzi militari Stanno convergendo a Parigi.
Le notizie di Quello che sta accadenso Sono drammatiche. Un terrorista Si e Fatto esplodere fuori Dallo Stadio Dove si giocava la partita Francia Germania un cui assisteva il Primo Ministro Francese. Altri Terroristi Hanno Sparato con fucili a pompa in mezzo alla folla nel Teatro Bataclan in centro Parigi.
I Punti di attacco dei Terroristi Sono Read more

5 agosto 2011, BCE scrive le riforme italiane: la lettera “segreta” in integrale.

 di Marco Mori
Sans titre

5 agosto 2011, BCE scrive le riforme italiane: la lettera “segreta” in integrale.

L’abitudine di sconvolgere le politiche nazionali con semplice lettere non è un fatto nuovo. Già accadde nel 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, avvenuto con un semblice scambio epistolare tra Andreatta e Ciampi (clicca qui per leggerle).

Nell’agosto 2011 un’altra lettera (che avrebbe dovuto rimanere segreta nelle intenzioni dei suoi autori), stavolta scambiata tra la Banca Centrale Europea e il nostro Governo, ha addirittura sospeso la democrazia nel Paese imponendo le riforme che abbiamo visto attuate dai Governi Monti, Letta e Renzi. Pensate che stia esagerando? Avete la memoria corta, anzi cortissima.

Rileggiamo la lettera del 2011 a firma della coppia delle meraviglie Mario Draghi, Jean Claude Trichet:

Caro Primo Ministro,

Il Consiglio direttivo della Banca centrale Read more

#Europa: scontro di culture

di Antonella Policastrese

MIGRANTI EURO_600x600Il capitalismo  non è un’ideologia, ma un sistema che ha bisogno di fagocitare le democrazie elaborando delle strategie. E che le strategie in atto stiano distruggendo la democrazia,  favorendo nell’Europa la nascita delle destre, lo dimostrano le elezioni svoltesi in Polonia, dove ha vinto il partito anti migranti ed anti UE.
L’Europa che doveva portare pace, stabilità, affermazione della Democrazia è arrivata al capolinea e non ha motivo di esistere;  alla luce di quanto sta succedendo ha fallito gli obiettivi prefissati. In tutto questo tempo abbiamo assistito ad una Germania forte all’interno dell’Europa che è cresciuta ed ha raggiunto Read more

Dalla Volkswagen al ‘buco’ di Deutsche Bank…

…esposta con derivati per 75 mila miliardi di Dollari

C. Alessandro Mauceri

L’esposizione in derivati della banca tedesca Deutsche Bank è di gran lunga maggiore del PIL di tutti i Paesi europei messi insieme. Standard & Poors ha ridotto il rating della Deutsche Bank a BBB+ (addirittura peggiore del rating che aveva Lehman Brothers poco prima del suo crollo!). A pagare potrebbero essere anche i correntisti italiani dei 400 sportelli aperti da questa banca nel nostro Paese. Questo grazie al Bail In introdotto dal governo Renzi

Nelle scorse settimane, le prime pagine dei giornali sono state riempite di notizie riguardanti lo scandalo Volkswagen: tutti concentrati nel cercare di capire se lo scandalo coinvolgeva solo questo marchio (sono già state aperte inchieste riguardanti altri marchi BMW, Audi e altri anche non made in Germany) e, soprattutto, in che modo si potrà risolvere il problema. Nessuno, però, ha parlato di un’altra questione, Read more

Ttip: la dittocrazia promuove le multinazionali

Ttip: la dittocrazia promuove le multinazionali

di Antonella Policastrese

 

stop-TTIP

19 ottobre. Una data che segnerà la perdita della sovranità nazionale. Si sta  per discutere ed approvare il Ttip, trattato di libero scambio tra Usa ed UE. Il trattato in questione di cui i cittadini ignorano il contenuto, prevede l’arrivo sulle nostre tavole di pollo lavato con la candeggina, di carni agli ormoni, per essere vendute nei supermarket senza nemmeno l’etichetta che avvisi di che prodotto si tratti e quale la provenienza. Read more

Uscire dall’euro rimanendo in UE è giuridicamente possibile?

Uscire dall’euro rimanendo in UE è giuridicamente possibile?

 uscire euro

In questo articolo voglio affrontare sotto il profilo squisitamente tecnico le implicazioni giuridiche di un’uscita dall’euro senza lasciare l’Unione Europea.

Le mie personali convinzioni le conoscete: l’UE è una dittatura finanziaria che comporta gravissime cessioni di sovranità a prescindere dall’adesione all’UEM (artt. 3 e 140 tfue) e dunque va abbandonata, auspicabilmente spazzandola via.Più chiaro di così non potrei essere.

Lo scopo però è andare oltre le convinzioni personali ed analizzare tecnicamente un’ipotesi di cui non ho mai dibattuto in precedenza, dimostrandovi, peraltro inconfutabilmente, che la mia personale opinione non inficia minimamente la mia capacità di analisi tecnica.

Dobbiamo partire con l’attenta lettura dell’art. 140 tfue il quale dice cose assai chiare e soprattutto, letteralmente, prevede unicamente una linea di percorso: lo status di paese in deroga è propedeutico all’ingresso nell’UEM, benché ciò possa avvenire solo su successiva richiesta del membro stesso. O meglio come vedremo la richiesta, letteralmente, non è propriamente di entrare nell’UEM, ma di essere giudicati. Una sfumatura, forse sottile, ma che in realtà la dice lunga Read more

LA TERZA GUERRA MONDIALE

LA TERZA GUERRA MONDIALE

di Stefano Becciolini

fahrenheit912
“Non sempre le guerre armate fanno più vittime di quelle economiche e sociali”Il giorno dopo la pubblicazione dell’ultima parte del mio articolo sull’ ISIS e la CIA sul presunto piano di destabilizzazione dell’Europa, datata 20/09/2015, è arrivata come una bomba la notizia che l’Epal’agenzia federale statunitense per la protezione ambientale, ha accusato la Volkswagen di presunta manipolazione delle centraline di controllo delle emissioni di alcuni motori diesel.
Sicuramente la Volkswagen ha una responsabilità grave Read more

Stati Uniti d’Europa: la fine dell’Italia come Stato.

Stati Uniti d’Europa: la fine dell’Italia come Stato.

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La foto che vedete è stata diffusa dal Presidente della Camera, Laura Boldrini. Occorre subito precisare che, se nasce una nuova nazione che occupa il territorio italiano, ovviamente il nostro Stato cessa per definizione di esistere.

Ma che cos’è lo Stato? Quali sono i suoi elementi costitutivi fondanti ed indispensabili? Mi rendo conto che oggi la risposta a tale domanda è più attuale che mai. L’ignoranza è purtroppo diffusa…

Lo Stato ha tre elementi fondanti che devono sussistere contemporaneamente affinché esso possa definirsi tale:

a) il territorio;

b) il popolo;

c) il potere d’imperio.

Territorio e popolo sono concetti chiari, il potere d’imperio invece Read more

La Grecia sceglie il suicidio, la Spagna e’ già stanca di Podemos

La Grecia sceglie il suicidio, la Spagna e’ già stanca di Podemos

di Augusto Grandi
girano
Vince l’astensionismo in Grecia ed i media italiani lo evidenziano. Fingendo di dimenticare che alle ultime tornate elettorali l’astensionismo in Italia era superiore. Ma per i greci si tratta di delusione, di mancanza di speranze. Per gli italiani, invece, e’ inutile votare quando si ha già il bugiardissimo che pensa a tutti e provvede a tutto. Inogni caso, grazie anche alle astensioni, l’infame Tsipras guiderà di nuovo il governo di Atene verso la distruzione della Grecia, così come vuole l’Europa. E’ la democrazia, bellezza. Se i greci vogliono vivere da schiavi, peggio per loro. Se di fronte al 30% di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, mentre i cialtroni dell’ONU si lamentano perché l’accoglienza greca degli invasori non è di qualità sufficiente, la risposta e’ il voto a Tsipras o l’astensione, peggio per i greci. Le alternative deve crearsele un popolo, non possono e non devono venire da fuori. Per Gabriele Adinolfi il 7% abbondante conquistato da Alba Dorata e’ un successo, perché conferma il radicamento del movimento nella società greca. Read more

Quest’anno, in Italia, i migranti raggiungeranno quota 200 mila

Quest’anno, in Italia, i migranti raggiungeranno quota 200 mila

Europa: L’ombra lunga della dittatura

Europa: L’ombra lunga della dittatura

di Antonella Policastrese

nazeuropaUn’umanità flagellata dalle guerre e dalle ingiustizie preme sull’Europa, per realizzare un sogno. Ma di questi tempi più che sogni stiamo vivendo incubi ad occhi aperti. Europa! Una realtà, che la maggioranza di noi percepisce come un’entità che sta solo determinando disuguaglianze, ingiustizie, perdita di diritti e democrazia. Abbiamo vissuto la fase greca di Tsipras come una nuova alba, una svolta per invertire la marcia e mettere fine a politiche d’austerità, che stanno fiaccando la società civile. In compenso dopo il referendum greco e le trattative serrate che hanno imposto alla Grecia misure draconiane, l’unica cosa che Read more

Fiscal compact: un Trattato uccide la democrazia.

Fiscal compact: un Trattato uccide la democrazia.

di Marco Mori

studiolegalemarcomori

Fiscal compact Fiscal compact 2

Il Trattato sulla stabilità il coordinamento e la governance nell’unione economica e monetaria (cd. fiscal compact), ratificato dall’Italia con la squadra di Mario Monti al Governo con Legge 23 luglio 2012, n. 114, non fa altro che ribadire l’obbligo al rispetto della ferrea disciplina di bilancio UE prevedendo addirittura la raccomandazione per gli Stati membri di inserire in una legge Costituzionale o equivalente il pareggio in bilancio, cosa che l’Italia ha immediatamente fatto con la modifica dell’art. 81 avvenuta sempre nel 12. Il fiscal compact è un vero economicidio. Read more

Per non dimenticare: il punto sull’incidente occorso al velivolo della Germanwings

Per non dimenticare: il punto sull’incidente occorso al velivolo della Germanwings

di Rosario Marcianò

tankerenemy

Sit eis terra levis.A-FrenchE’ necessario riconsiderare la dinamica del disastro aereo occorso il 24 marzo del 2015, quando un airbus della compagnia low cost Germanwings si è schiantato, con 150 persone a bordo, sulle Alpi francesi (Dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza). Come avviene ormai da alcuni decenni, dopo che un evento significativo e scabroso è occorso, presto si mette in moto la macchina della disinformazione, ossia dei media mainstream che, nell’arco di poche ore, nascondono dietro una cortina fumogena la verità. La Linguistica ci insegna che un rilevante elemento della comunicazione è il rumore, ossia Read more

GRINDADRAP: UNA STRAGE DI CETACEI CAMUFFATA TRADIZIONE

GRINDADRAP: UNA STRAGE DI CETACEI CAMUFFATA TRADIZIONE

di C. Alessandro Mauceri

vocidalmondo

GRINDADRAPCome ogni anno il 25 luglio è giorno di festa per gli abitanti delle FarOer circa 5000 persone che vivono su un arcipelago tra la Scozia, la Norvegia e l’Islanda, ma che ricade sotto la giurisdizione danese e, quindi, all’interno dell’Unione europea. In questo giorno nelle FarOer si celebra il rito del “Grindadrap”: centinaia di balene vengono attirate in acque basse (a volte spiaggiate), e quindi massacrate con lance e coltelli. Dopo lo smembramento, le parti del loro corpo diventeranno una merce pregiata da vendere in tutte le Read more

PARLAMENTO (BRITANNICO) A LUCI ROSSE

PARLAMENTO (BRITANNICO) A LUCI ROSSE

di C. Alessandro Mauceri

vocidalmondo

Lords At State Opening of Parliament, UKPer una volta a finire sulle pagine scandalistiche dei giornali internazionali non sono i nostri parlamentari, ma quelli di un altro paese.

Questa volta è toccato ai flemmatici inglesi. John Sewel, 69 anni, già uomo chiave di Tony Blair e, dal 2012, vicepresidente e Chairman of Committees della House of Lords (ovvero colui che presiede le sedute di commissione ed è garante per l’applicazione dei regolamenti) è finito sulle prime pagine di tutti tabloid londinesi. E non solo.

Non per le sue scelte politiche, ma a causa Read more

Dopo il formaggio, le vongole: l’Europa contro il governo di incapaci

Dopo il formaggio, le vongole: l’Europa contro il governo di incapaci

di Augusto Grandi

girano

vongoleI meravigliosi euro burocrati non finiscono mai di stupire con la propria creatività. Dopo il vino senza uva, dopo il cioccolato senza cacao, dopo il formaggio con il latte in polvere, ora scatenano l’offensiva contro le vongole. Tutte? Ovviamente no, solo contro le vongole italiane dell’Adriatico. Che sono più piccole rispetto allo standard individuato come obbligatorio dagli euro idioti. Non perché vengano raccolte troppo presto, ma perché sono diverse le condizioni ambientali. Ma questo particolare, forse, e’ ignoto per gli euro cialtroni. Loro, d’altronde, fanno il loro lercio lavoro al servizio di chi non sa cosa sia la qualità alimentare Read more

Dalla Grecia all’Italia. La Germania all’opera

Dalla Grecia all’Italia. La Germania all’opera

di Antonella Policastrese

MerkelEd alla fine il mitico Ulisse si fece legare, per ascoltare il canto delle sirene. Il solo che udì quelle ammalianti voci, legato all’albero della nave, per non finire in pasto delle donne pesce, che chiunque seducevano per poi nutrirsi delle sue spoglie. Tsipras si è lanciato in quello specchio di mare non resistendo al quel richiamo e così facendo ha condannato il Paese ad essere invaso dai Proci. Inutile le trattative portate avanti da Varoufakis, inutile il referendum, se alla fine Il “Greco” doveva accettare condizioni umilianti che riporteranno la Read more

Ribellione e sottomissione- referendum greco e capitolazione di Tsipras

Ribellione e sottomissione- referendum greco e capitolazione di Tsipras

di Alfredo Cosco

tsiprasQueste furono alcune delle parole pronunciate dal capo del governo greco, Tsipras, nella notte tra il 26 e il 27 giugno:

“Poco fa ho riunito il Consiglio dei Ministri e ho proposto un referendum per far decidere al popolo greco in modo sovrano. La mia proposta è stata accettata all’unanimità. Domani si riunirà eccezionalmente l’Assemblea del Parlamento per confermare la decisione del referendum da svolgere la domenica 5 luglio con il quesito sul se accettare o rigettare della proposta delle istituzioni (NdT: Troika). Sono già stati informati il Presidente della Repubblica ma anche la […] Merkel, Holland e Draghi. […] Sull’ultimatum minatorio di accettazione da parte nostra di una austerità severa e umiliante, senza fine e senza prospettiva di uscirne fuori, vi invito a decidere con sovranità e con orgoglio, esattamente come comanda la nostra Storia. All’autoritarismo e alla dura austerità dovremo rispondere con democrazia, con compostezza e con decisione. La Grecia, il luogo che ha dato nascita alla democrazia, dovrà inviare una risposta sonora di democrazia alla comunità europea e a quella internazionale che ci osservano con attenzione. Mi prendo l’impegno di rispettare il risultato della vostra scelta democratica qualsiasi esso sarà. E sono assolutamente certo che la vostra scelta onorerà la Storia del nostro paese e che darà un messaggio di dignità a tutto il mondo. In questi momenti cruciali dobbiamo tutti tenere bene in mente che l’Europa è la casa comune dei nostri popoli e che in Europa non esistono proprietari e ospiti. La Grecia è e rimarrà un pezzo instaccabile dell’Europa e vice-versa. Però un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola. Vi invito tutti e tutte a prendere le decisioni che ci meritiamo: per noi, per le generazioni future, per la Storia del nostro paese, per la sovranità e la dignità del nostro popolo.”

Ecco un uomo“… pensai.. “Ecco l’uomo“..

Ecco un uomo … nel senso di…Finalmente qualcuno che si risveglia da un letargo, e lancia una sfida di riscatto per il suo popolo, riscattando anche il proprio ruolo di capo del governo che, in Europa, è ormai sostanzialmente ridotto a quello di una comparsa ubbidiente.
Ecco l’uomo …invece intendeva… “Ecco che Tsipras rivela l’uomo che è in sè.. dopo mesi nei quali anche lui si è perso in astrazioni retoriche ed illusioni di trattativa.”

Fin dalla campagna elettorale greca, che nel portò alla vittoria di Syriza e di Tsipras, fu chiaro anche a me come la posizione incarnata da Tsipras fosse contraddittoria. Da una parte esprimeva totale opposizione alle politiche di austerity e al dominio delle banche. Dall’altra però difendeva l’euro, i patti di stabilità e, in sostanza, il sitema dell’eurozona. Questa posizione esprimeva una contraddizione fondamentale. L’intero sistema europeo, compresa quell’arma di distruzione di massa chiamata euro, è intrinsecamente portatore di austerity, perdità di sovranità e di democrazia da parte degli stati, annichilimento di ogni possibilità di cambiamento.
Tsipras vinse e intraprese subito un percorso di “trattativa in sede Europea” al fine di ridurre il peso del debito greco e strappare una serie di altre “concessioni” che riducessero la condizione di strangolamento in cui si trovava (e si trova) il suo paese. In prospettiva, anche per raggiungere il fine precedentemente detto, sembrò tentare di promuovere una sorta di coalizione (o intesa) dei Paesi meridionali per imprimere un altro verso al percorso dell’Europa.
Fin dall’inizio tutto il suo spendersi nel dialogare con i capi di governo dell’eurozona, con il presidente dell BCE Draghi, con il capo della Commissione Europea Junker e gli altri tecnocrati, oltre che con la sanguinaria Lagarte, presidente del Fondo Monetario Internazionale, mi sembrava sostanzialmente inutile. Al massimo gli avrebbero concesso qualche briciola. Ma anche se gli avessero concesso di più, trattare con questi poteri era già una sconfitta.
Comunque sia, a un certo punto sia Tsipras che il ministro delle finanze Varoufakis si accorsero, finalmente, che chi comanda in Europa non gli avrebbe concesso neanche le briciole. Non ci sarebbe stato alcun avvicinamento alle posizioni del governo greco. La Troka (FMI, Commissione Euopea, Banca Centrale Europea) escluse ogni ipotesi di riduzione del debito, e ogni possibile agevolazione. A un certo punto sottopose al governo greco l’ennesimo piano di “aiuti” (in realtà “prestiti”) legati all’ennesimo elenco di misure di macelleria sociale e di svendita di patrimonio nazionale. Alla Grecia era data solo una opzione, la stessa di sempre: quella di accettare un piano già scritto a tavolino da altri.

Ma questa volta accadde qualcosa di diverso.Il discorso di Tispras, di cui abbiamo parlato all’inizio; discorso che era già esso stesso una sfida alla Troika, e lanciava una sfida ulteriore, un referendum.

Tsipras sembrava avere tirato fuori una carta che la Troika non si aspettava. Invece di farsi mettere totalmente all’angolino, ribaltava il tavolo chiamando il popolo a raccolta, e puntando a una sfiducia collettiva non solo dell’ultimo piano della Troika, ma anche, su un piano più profondo, della stessa logica che pervade questi piani e la politica dell’UE. Se, come sembrava probabile, i no al piano della Troika avessero vinto, Tsipras avrebbe avuto dietro di sé la consacrazione di un popolo. A quel punto se la Troika avesse tentato misure di brutale reazione economica, avrebbe rivelato definitivamente al mondo il suo vero volto. E comunque.. specie in caso di intransigenza europea.. si prospettava la possibilità che la Grecia uscisse dall’eurozona. Questa sarebbe stata l’ipotesi migliore di tutte.
Nonostante abbia altre volte criticato le ambiguità di Tsipras, dal momento in cui fece quel discorso e intraprese la via del referendum, ebbe tutto il mio appoggio. Come, ne sono certo, l’appoggio di gran parte delle persone che in Europa (e non solo) lottano per la libertà. Finalmente tra i fantocci di carne a cui da anni si sono ridotti i governanti europei, finalmente un leader al servizio del popolo, finalmente qualcuno capace di opporsi alla brutalità inarrestabile dei nuovi gerarchi tecnocratici.

Tsipras rappresentava in quel momento l’inizio di una svolta. Una scintilla nel mezzo di una notte fonda. Un primo urlo di ribellione. E nessuno o quasi, neanche tra i più diffidenti, immaginava che Tsipras avrebbe potuto non rispettare l’esito del referendum. Del resto era stato molto chiaro..

grecia non posso pagare“Mi prendo l’impegno di rispettare il risultato della vostra scelta democratica qualsiasi esso sarà. E sono assolutamente certo che la vostra scelta onorerà la Storia del nostro paese e che darà un messaggio di dignità a tutto il mondo.”

Una persona che dice parole come queste, che si prende un impegno solenne a rispettare l’esito di una consultazione del proprio popolo da lui stesso innescata, potrebbe mai essere, anche solo lontanamente, sfiorato, dall’ipotesi di non rispettare poi quello che il popolo greco avrebbe stabilito?
No, follia solo il pensarlo. Questa era una ipotesi che anche i commentatori ostili al referendum e allineati coni dogmi dell’eurozona avevano escluso.
E questo è stato proprio quello che è accaduto.

Nonostante la ricattatoria azione di restrizione della liquidità posta in essere dalla BCE. Nonostante la pressione terrorista delle istituzioni europee, dei media internazionali, e di buona parte dei media privati greci e dei vai poteri “collaborazionisti” all’interno della Grecia, il popolo greco con orgoglio e dignità mandò solennemente a quel Paese la Troika con il 61% dei voti andati al NO all’ultimo piano economico omicida.
A quel punto una crepa era stata fatta nel muro. Tutto quello che sarebbe potuto accadere da quel momento sarebbe stato meglio degli ultimi anni di totale sottomissione. Molti vociferavano già di piani per uscire dall’eurozona.
Non erano ancora finiti i festeggiamenti, non solo in Grecia, ma anche in mezza Europa, per la vittoria del NO ai diktat tecnocratici, che Tsipras faceva sostanzialmente fuori Varoufakis, ormai odiatissimo dalle cacellerie europee e dai burocrati di Bruxelles per la sua intransigenza (più che essere stato espressamente cacciato, è stato messo nelle condizioni di andarsene, quando, all’indomani del referendum, in una riunione del direttivo di Syriza si pronunciò con votazione di 4 contro 2 sulla sua proposta di approntare un piano B contro il ricatto dei creditori, e lì comprese, come avrebbe detto poi “che Tsipras non avrebbe mai sfidato i creditori”, e che lui era sostanzialmente sfiduciato).
Il nove luglio, quattro giorni dopo il sonoro respingimento delle imposizioni della Troika da parte del popolo greco, Tsipras tira fuori una nuova proposta per i “creditori”, che è sostanzialmente molto simile a quella che i cittadini greci avevano respinto. In pratica Tsipras diceva “SI’” alla Troia quattro giorni dopo che i Greci avevano urlato il loro “NO”.
Già questo era un tradimento. Ma quello che è avvenuto dopo è stato molto peggio.
Subito dopo queste “proposte”, Tsipras si è precipitato, in totale umiltà, a Bruxelles, dove, il dodici luglio, al termine di una notte di “bombardamento psicologico”, ha accettato tutte le condizioni che gli sono state imposte. L’accordo alla fine sottoscritto è di gran lunga peggiore di quello in merito al quale Tsipras aveva chiamato il suo popolo alle urne.
C’è chi ha parlato di “pressioni” di ogni tipo ricevute, nei precedenti giorni, da Tsipras. Pressioni che andrebbero dalle “minacce” personali verso di lui, alle minacce verso il suo Paese.

Il nuovo patto è stato giustamente definito da un giornale insospettabile, Der Spiegel, “un catalogo di atrocità”.
L’accordo prevede un avanzo di bilancio del 3,5%; il ritiro di gran parte delle leggi emanate da Syriza; il potere di veto degli ispettori internazionali sulle leggi emanate dal Parlamento greco; la totale liberalizzazione del mercato del lavoro; la costituzionalizzazione del fiscal compact e del pareggio di bilancio; l’aumento dell’Iva, il taglio delle pensioni. Inoltre, oltre ad altre “atrocità”, è previsto dovere trovare beni pubblici per un valore di 50 miliardi di euro, da affidare ad un fondo gestito da burocrati esteri; questi beni dovranno essere venduti, e più di metà del ricavato andrà direttamente alle banche, un’altra quota servirà per ridurre il debito pubblico (e quindi anche questa quota andrà alle banche), e solo quello che resterà dopo queste parti, dovrebbe andare a sostenere gli “investimenti”. In pratica la Troika (tra le altre cose) ha imposto e Tsipras ha accettato il pignoramento di quello che resta dei beni pubblici di un Paese.
Quello firmato da Tsipras è un “Nuovo trattato di Versailles”, come giustamente ha detto l’ex ministro delle finanze Varoufakis.
Dire che questa sia una sconfitta di Tsipras è sbagliato. Questa non è una sconfitta. Ma una umiliazione assoluta, un annientamento totale di Tsipras e della Grecia.

Riepiloghiamo il punto cardinale dell’intera vicenda: Tsipras indice un referendum per chiedere che i cittadini si pronuncino sull’ennesimo piano lacrime e sangue della Troika.
I cittadini respingono questo piano omicida.
In pochi giorni Tsipras sottoscrive un piano molto peggiore di quello respinto dal popolo greco col referendum.

Riprendiamo adesso uno dei passaggi del discorso con cui Tsipras indisse il referendum.

“Mi prendo l’impegno di rispettare il risultato della vostra scelta democratica qualsiasi esso sarà. E sono assolutamente certo che la vostra scelta onorerà la Storia del nostro paese e che darà un messaggio di dignità a tutto il mondo.”

Anche il solo fatto di pronunciare parole come queste (e come quelle contenute nell’intero discorso) creano un vincolo morale verso te stesso, verso il tuo popolo, verso chi ti osserva nel mondo, verso il futuro.
Una volta che hai lanciato col cuore e con l’anima la sfida al Potere, non puoi più rimangiartela. Non puoi più tradire le tue parole. Se lo fai, come, con buona pace di chi si arrampica sugli specchi pur di difendere “Il compagno Tsipras”, diventi un complice di quel Potere che dicevi di volere contrastare. Anche se il rischio fosse la morte, anche se avessi ricevuto minacce personali, a quel livello, il livello dove un popolo fa incarnare da te le sue speranze, il livello dove, chiami a raccolta le energie di riscatto, dove pronunci parole che vogliono essere “sacre”, tu no puoi cedere. A costo della vita. A costo di ogni genere di ricatto.
Tsipras, ha completato la sua sottomissione, facendo fuori dal governo la minoranza di sinistra di Syriza, compattamente contraria alle nuove misure imposte alla Grecia.
Questa storia è stata insieme tragedia e parodia.

tsipras traditoreQuattro devono restare ferme nella nostra mente; quattro cose da tenere ben chiare dentro di noi:
I-Tsipras ha venduto se stesso, il suo partito, il suo popolo.
II-L’Unione Europea è dominata da una oligarchia spietata che non accetta di fare concessioni e che disprezza la sovranità popolare. Una oligarchia che punisce chi tenta di ribellarsi. Infatti, la Grecia, dopo il referendum “ribelle” del cinque luglio, ha subito un piano; come dicevo prima, molto peggiore di quello respinto dal popolo. Un piano che ha tutto il sapore della rappresaglia che una potenza occupante attua su un popolo occupato che ha cercato di sollevare la testa.
III-L’Unione Europea non è sostanzialmente riformabile e, senza uscita dall’euro, chi controlla l’euro, potrà sempre minacciare di strozzarti togliendoti la liquidità, se non ubbidisci
IV-Il grande messaggio di dignità lanciato dal popolo greco non è stato lanciato invano. Da una parte ha permesso, anche a molti che ancora erano addormentati, di aprire finalmente gli occhi su quella che è la reale natura dell’’Unione Europea. Dall’altra parte ha fatto sorgere in tante persone di tutta Europa una spinta verso la ribellione. E’ stato un precedente che, negli anni che verranno, darà i suoi frutti.

Alfredo Cosco

Alfredo Cosco 2

Il bluff di Tsipras ha reso evidente la perdita della Sovranità Popolare e della Democrazia

Il bluff di Tsipras ha reso evidente la perdita della Sovranità Popolare e della Democrazia

di Jacopo Cioni

tsipras-junckerChe Tsipras abbia tradito il popolo greco è ormai evidente; tutti i sovranisti avevano sperato e forse si erano illusi che finalmente ci fosse un leader del popolo per il popolo. Un leader abbastanza “matto” da sfidare i poteri forti non solo rappresentati dalla troika, ma anche dalle oligarchie finanziarie che gestiscono le istituzioni europee e non. Aver indetto un referendum per decidere se accettare o respingere i diktat europei è stato nella sua eccezionalità una cosa normale. Questo dovrebbe essere sempre fatto, chiedere ai Cittadini nazionali ed/o europei il loro consenso ad Read more

I greci contro l’ottusità tedesca, ma Tsipras può rovinare tutto

I greci contro l’ottusità tedesca, ma Tsipras può rovinare tutto

di Augusto Grandi

girano

bombardamento greciaDall’incertezza del risultato al trionfo netto del NO nel referendum greco contro l’ottusità degli euro burocrati e dell’ottuso ministro tedesco per l’austerità altrui. I greci hanno dimostrato quanto sia falso il detto “Italia e Grecia, una faccia, una razza”. Perché loro, i greci, non hanno il volto delle pecore italiane, dei conigli di casa nostra. Loro hanno dimostrato quel coraggio che l’Italia non sa più cosa sia. Coraggio per rifiutare i diktat del pessimo tedesco. Coraggio perché il governo greco non ha neppure una politica alternativa credibile. Ma di fronte all’ottuso ministro della Merkel, i greci hanno scelto il rischio. Assetando Read more

L’immenso caos della Grecia nasconde il percorso dell’Austria.

L’immenso caos della Grecia nasconde il percorso dell’Austria.

di Jacopo Cioni

Ogni talk show politico italiano e non ci parla della Grecia, del cosi detto Grexit. La Grecia uscirà o no dall’Europa? Per come si mettono le cose, comprese le dimissioni di Varoufakis, scommetto che alla fine un accordo si troverà, lo vuole l’Europa, lo vuole Obama, lo vuole anche Tsipras nonostante non lo voglia il popolo greco. Come sostengono molti tutto si risolverà a tarallucci e vino e la formula per non scontentare nessuno, a parte 500 milioni di Cittadini europei, si troverà.

EU-Austritt-homepageTutta questa confusione oscura però altre faccende geopolitiche, prima fra tutte la notizia di un’altra situazione di crisi Europea altrettanto devastante per la troika e le oligarchie dittatoriali europee. L’Austria si prepara al referendum o almeno ad una discussione parlamentare se restare in Europa o meno. Non un referendum se accettare o meno i diktat della troika, ma se restare in Europa o tornare ad essere una nazione Sovrana.

Incredibile è che di questa notizia nessun media ne parli, ne televisioni ne la carta stampata. Magari ci si dovrebbe chiedere perchè i media tacciano, ma essere il 73° paese nel mondo in quanto a libertà di stampa la dice lunga. I giornalisti non esistono più, ci sono solo scribacchini al soldo del potere sovranazionale e nessuno ha più il coraggio di fare il proprio lavoro e se anche qualcuno lo avesse questo coraggio gli editori lo sconsiglierebbero immanentiste.

Dal 24 Giugno al 1 Luglio gli Austriaci sono stati chiamati a sottoscrivere una iniziativa popolare (Volksbegehren) per l’uscita dalla Comunità Europea. Servivano 100mila firme Read more

Rifare l’Europa oppure cancellare l’Unione

Rifare l’Europa oppure cancellare l’Unione

di Augusto Grandi

girano

cavallo troia euroEd ora, l’Europa? Non è importante, in fondo, se Tsipras sprecherà il referendum greco per gettarsi nelle fauci dei Draghi o per rassegnarsi alle imposizioni dello Schauble di turno. E’ molto più significativo il voto dei greci che non il risultato economico della loro scelta. Perché il voto ha sancito il fallimento dell’Europa così come l’avevano disegnata i banchieri, gli speculatori ed i loro servi travestiti da statisti. L’Europa del Grigiocrate Monti e della sua fetida banda. L’Europa dei falchi ottusi di Berlino e degli sciocchi e vanesi di Parigi. L’Europa di un settentrione privo di qualità che impone standard di basso livello a chi sa cosa sia la qualità. L’Europa di un meridione assistito che è pronto ad imporre sacrifici a chi non è assistito, pur di non rinunciare ai privilegi di chi non fa nulla e non vuol far nulla. Inutile illudersi Read more

Grecia: adesso vediamo quanto Tsipras ha le palle!

Grecia: adesso vediamo quanto Tsipras ha le palle!

di Jacopo Cioni

bandiera GreciaIl rischio che il referendum fosse taroccato come molte volte in tante elezioni in molti paesi (non ultima l’Italia) è stato scongiurato. Forse il brevissimo preavviso non ha dato tempo alle oligarchie dittatoriali di organizzare “l’operazione in nero” classica di queste situazioni. Hanno tentato probabilmente e, non so in altri paesi, ma in Italia è stato evidente che i servizi giornalistici visti sui telegiornali e sulla carta stampata erano di un vergognoso quasi patetico. Prima hanno tentato di rendere reale un testa a testa con sondaggi che evidentemente non avevano nessuna Read more

Sommario esecutivo del rapporto preliminare della Commissione greca sul debito

Sommario esecutivo del rapporto preliminare della Commissione greca sul debito

Movisol

La “Commissione sulla Verità sul Debito” è stata istituita il 4 aprile 2015 su decisione del Presidente del Parlamento greco Zoe Konstantopoulou, la quale ha affidato il Coordinamento Scientifico a Eric Toussaint, mentre il lato cooperativo della Commissione con il Parlamento Europeo e con altri Parlamenti ed organizzazioni internazionali è stato affidato a Sofia Sakorafa.
I membri della Commissione si sono riuniti in sessioni pubbliche e private per produrre questo rapporto preliminare, sotto la supervisione del coordinatore scientifico e con la collaborazione ed i contributi di altri membri della Commissione e di esperti esterni.
Riportiamo di seguito il testo integrale del rapporto preliminare della Commissione.

partenone

Nel giugno 2015 la Grecia si trova di fronte a un bivio: proseguire i programmi falliti di aggiustamento macroeconomico imposti dai creditori o perseguire un cambiamento reale spezzando le catene del debito. Dopo cinque anni dall’introduzione delle riforme imposte dalla Troika il Paese rimane profondamente invischiato Read more

Nel discorso di Pericle…

Nel discorso di Pericle…

di Antonella Policastrese

Tsipras 2Nel discorso di Pericle, tenuto agli Ateniesi nel 461 a.c. si legge” Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi e per questo viene chiamato democrazia”. Il governo di Tsipras sta seguendo alla lettera questo principio insito nello spirito di una cultura, che ha messo le scarpe al mondo e che non può morire per via di banche e di mercati, per dare potere alle oligarchie, soffocando il diritto di un popolo ad esistere e determinarsi. Le speranze di questa Europa erano tantissime: purtroppo alla luce di quanto accade ci siamo svegliati un giorno e ci siamo accorti che più che di diritti, si parlava Read more

Trent’anni fa veniva firmato il Trattato di Schengen che oggi, in Europa, tanti Paesi rinnegano

Trent’anni fa veniva firmato il Trattato di Schengen che oggi, in Europa, tanti Paesi rinnegano

di C. Alessandro Mauceri

lavocedinewyork

Salutato come un passaggio fondamentale per rendere stabile e forte l’Unione europea, il Trattato di Schengen viene oggi rinnegato da tanti Paesi dell’Europa. Complice un’ondata migratoria spaventosa della quale solo gli attuali governanti italiani sembrano non accorgersi .

ue treniIl 14 giugno è una data importante: esattamente trent’anni fa (14 giugno 1985) veniva firmato il Trattato di Schengen, l’accordo con cui molti Paesi del Vecchio Continente decisero di abbattere le frontiere. Un anniversario che, visti i fatti degli ultimi giorni, potrebbe far ridiscutere questo accordo.

Il trattato di Schengen (al quale l’Italia aderì solo nel 1990) fu il tentativo di dimostrare che, quello che, fino ad allora, era stato solo un mero accordo economico e commerciale, non era più solo tale, ma era il primo passo verso un’unificazione politica e sociale (il passo successivo fu l’introduzione della moneta comune, l’euro). La decisione di abbattere le frontiere fu Read more

IL BUON ESEMPIO.

IL BUON ESEMPIO.

di Mauro Adriani

Karlsruhe, Bundesverfassungsgericht, II. SenatGermania: Tre persone, una famiglia, padre, madre ed una figlia minorenne, in opposizione alla riforma sociale restrittiva dell’ex Governo Gerhard Schröder (riforma Hartz IV, entrata in vigore all’inizio del gennaio 2005) hanno citato in causa lo stato perché da gennaio 2005 dovevano vivere con soli 850 euro al mese (e naturalmente affitto e riscaldamento a carico dello Stato).
Insufficienti per la Corte Costituzionale federale Tedesca che ha giudicato, in parte, anticostituzionale la suddetta riforma in quanto non in sintonia con il principio dello stato sociale, che deve garantire ad ognuno di noi una vita dignitosa, di conseguenza ha imposto al legislatore di Read more

La presa in giro della ripartizione dei migranti nella Ue: il 90% resterà in Italia

La presa in giro della ripartizione dei migranti nella Ue: il 90% resterà in Italia

di C. Alessandro Mauceri

lavocedinewyork

Le quote di migranti da ripartire tra i Paesi della Ue sono una presa in giro. Rimarranno al 90% in Italia ad alimentare lavoro nero e prostituzione. E, soprattutto, i grandi affari di chi gestisce i centri di accoglienza (oltre 10 miliardi all’anno pagati con le tasse dagli ignari italiani).

immigrati illegali

Nei giorni scorsi, nella più totale indifferenza, sono continuati gli arrivi di migranti in Sicilia: ne sono sbarcati altri 5000 (e decine sono morti nel tentativo di raggiungere le coste dell’Europa). Un’indifferenza dovuta forse alla promessa, da parte della Commissione europea, di una loro ripartizione in Read more

Le banche pagheranno i propri debiti prelevando i soldi dai conti correnti degli italiani

Le banche pagheranno i propri debiti prelevando i soldi dai conti correnti degli italiani

di C. Alessandro Mauceri

lavocedinewyork

Lo prevede un disegno di legge approvato dal Senato con i voti di Pd, Forza Italia, Udc, Nuovo centrodestra democratico e Scelta civica. Si sono astenuti i grillini e la Lega. Contrari solo i fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle. Il prelievo dai conti correnti è previsto da una direttiva dell’Unione europea.

euro

Le banche italiane, in molti casi piene di ‘sufferenze’, si accingono a fare pagare i propri debiti agli ignari cittadini italiani. In pratica, in base a una legge già approvata dal Senato della Repubblica le banche potranno pagare i propri debiti prelevando i soldi dai conti correnti dei cittadini! Incredibile per quanto Read more

Debito: la Grecia non deve niente!

Debito: la Grecia non deve niente!

di Movisol

(ndr: a seguito di questo articolo di Movisol che riporta le parole di Lyndon LaRouche il sito web di Movisol è stato attaccato da hacker (sembra con attacco dalla Turchia) tanto che Liliana Gorini ha rilasciato una sua testimonianza in merito con questo video: LINK . Dato che come libera informazione l’Italia è al 73° posto nel mondo ci sentiamo in obbligo di pubblicare l’articolo anche a rischio di un eventuale attacco)

LaRouche_debitoGrecia“Il saccheggio non costituisce un debito legittimo”. Lo afferma Lyndon LaRouche in una dichiarazione in cui chiede il pieno sostegno internazionale della Grecia e della sua richiesta che il debito venga sensibilmente ridotto. Il debito, aggiunge LaRouche, è illegale, è impagabile “ed è il frutto di un’impresa criminale guidata da Londra che va soffocata del tutto, se il mondo vorrà sopravvivere nei prossimi mesi senza l’eruzione di una guerra generale nel centro dell’Europa”.

Il nuovo governo greco chiede all’Unione Europea non soltanto Read more