Archive for Geopolitica

L’europa tomba dei popoli

L’europa tomba dei popoli

 

di Antonella Policastrese

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Non si placa il vento della protesta che sta scuotendo l’Europa della finanza e delle banche. Risulta sempre più chiaramente che da quando siamo entrati nell’euro, i popoli hanno perso la loro sovranità e qualsiasi decisione presa per scrollarsi di dosso il giogo della dittatura, finisce con un nulla di fatto. Read more

La Russia sotto attacco nello sport, ma Mosca e’ colpevole

La Russia sotto attacco nello sport, ma Mosca e’ colpevole

 di Augusto Grandi
girano
La guerra della Russia contro l’Isis in Siria? Vietato occuparsene. Soprattutto vietato farla. È visto che Putin si ostina, a far la guerra contro di lui provvede il mondo dello sport che 700_dettaglio2_Putin-Obama1chiede di escludere i russi da ogni competizione perché dopati. Beh, certo, il mondo dello sport al servizio degli USA e dei suoi servi è così pulito da potersi permettere di dare lezioni di moralità e serietà. Sono bastati 150 anni per accorgersi che il ciclista yankee che aveva vinto tutto era leggermente dopato.

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E se si arrestassero i banchieri ?

C.Alessandro Mauceri

dazebaonews

I-banchieri-corrotti-condannati-dallIslandaE se si arrestassero i banchieri ? (come in Islanda?)

Una cosa che ha caratterizzato gli ultimi anni è che nessuno di coloro i quali aveva causato gravi crisi economiche o il crollo di gruppi bancari è mai stato neanche processato. Al massimo, come nel caso Deutsche Bank, sono state concesse delle sanzioni pecuniarie. Per non parlare degli aiuti ricevuti dalle banche in questi anni. Basti pensare ai miliardi concessi da tutti gli ultimi governi italiani e alle leggi palesemente a favore del sistema bancario (come quella che il prossimo gennaio Read more

Hawaii : un paradiso per pochi, un inferno per molti

C.Alessandro Mauceri

dazebaonews

Hawaii senzatettoQuando si parla di parla delle Hawaii vengono in mente spiagge incontaminate, tramonti mozzafiato, colline coperte da foreste rigogliose e surfisti felici di essere nel loro paradiso in terra. Per questo motivo, per decenni, il 50esimo stato americano è stato meta indiscussa di milioni di turisti.

La realtà, però, è molto diversa. Oggi le isole dell’arcipelago sono lo stato americano con il maggior numero di senzatetto per abitanti (uno su 200). Negli ultimi dodici mesi il numero Read more

5 agosto 2011, BCE scrive le riforme italiane: la lettera “segreta” in integrale.

 di Marco Mori
Sans titre

5 agosto 2011, BCE scrive le riforme italiane: la lettera “segreta” in integrale.

L’abitudine di sconvolgere le politiche nazionali con semplice lettere non è un fatto nuovo. Già accadde nel 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, avvenuto con un semblice scambio epistolare tra Andreatta e Ciampi (clicca qui per leggerle).

Nell’agosto 2011 un’altra lettera (che avrebbe dovuto rimanere segreta nelle intenzioni dei suoi autori), stavolta scambiata tra la Banca Centrale Europea e il nostro Governo, ha addirittura sospeso la democrazia nel Paese imponendo le riforme che abbiamo visto attuate dai Governi Monti, Letta e Renzi. Pensate che stia esagerando? Avete la memoria corta, anzi cortissima.

Rileggiamo la lettera del 2011 a firma della coppia delle meraviglie Mario Draghi, Jean Claude Trichet:

Caro Primo Ministro,

Il Consiglio direttivo della Banca centrale Read more

La Polonia ha votato contro il pensiero unico

di Augusto Grandi
girano

Anche la Polonia sulla scia dell’Ungheria e della Slovacchia. Ma pure Praga non è molto lontana. Una  parte sempre più consistente dell’Europa sta rifiutando la demenziale andrzej duda - poloniapolitica pro invasori di Bruxelles e della Merkel. E se l’Ungheria ha sacrosante ragioni, perché era stata invasa da decine di migliaia di ospiti non invitati, la Polonia ha bocciato quella che, per il momento, e’ solo una minaccia. Read more

SIAMO AD UNA GRANDE SVOLTA EPOCALE.

di Paolo Ferraro
  1. Alzi la mano chi non ha ancora capito, che, il grande capitalismo produttivo, ormai senza profitto nell’anziano mondo occidentale, e il grande capitalismo finanziario, che controlla il primo, scienza , politica e politici, esercito e classi borghesi dominanti, e poteri dello Stato, moneta e profitti finanziari superfetati, sono al punto di arrivo o di svolta di un percorso gestito per oltre 50 anni .
  2. Per un verso abbiamo DEBITO PUBBLICO ”usurario , degli Stati nazionali,generato con emissione della moneta a debito e con l’acquisto dei BOT CCT ed altro come strumento di pagamento , ma la gente ancora crede che lo Stato sia come il vicino di casa che spende e spande i soldi che si fa prestare a buffo. Senza capire che nella storia moderna le ricchezze di nazioni Read more

Meno libertà e più tasse per mantenere la casta

di Alessandro Gallo

cameronIl primo ministro britannico David Cameron rappresenta il grave problema che abbiamo con i politici, caratterizzati per l’ ASSOLUTA MANCANZA di rispetto per i nostri diritti umani; pensano solamente a come saccheggiare le nostre risorse per accaparrare ricchezze per loro stessi e le loro famiglie.Cameron ha sostanzialmente espresso questo concetto: “Nel nostro Paese, vogliamo consentire l’esistenza di un mezzo di comunicazione che non possiamo leggere? La mia risposta a questa domanda è: ‘No, non dobbiamo’ “.

Queste persone sono molto pericolose. Vogliono convincerci che il governo sia l’unica Read more

Ttip: la dittocrazia promuove le multinazionali

Ttip: la dittocrazia promuove le multinazionali

di Antonella Policastrese

 

stop-TTIP

19 ottobre. Una data che segnerà la perdita della sovranità nazionale. Si sta  per discutere ed approvare il Ttip, trattato di libero scambio tra Usa ed UE. Il trattato in questione di cui i cittadini ignorano il contenuto, prevede l’arrivo sulle nostre tavole di pollo lavato con la candeggina, di carni agli ormoni, per essere vendute nei supermarket senza nemmeno l’etichetta che avvisi di che prodotto si tratti e quale la provenienza. Read more

Uscire dall’euro rimanendo in UE è giuridicamente possibile?

Uscire dall’euro rimanendo in UE è giuridicamente possibile?

 uscire euro

In questo articolo voglio affrontare sotto il profilo squisitamente tecnico le implicazioni giuridiche di un’uscita dall’euro senza lasciare l’Unione Europea.

Le mie personali convinzioni le conoscete: l’UE è una dittatura finanziaria che comporta gravissime cessioni di sovranità a prescindere dall’adesione all’UEM (artt. 3 e 140 tfue) e dunque va abbandonata, auspicabilmente spazzandola via.Più chiaro di così non potrei essere.

Lo scopo però è andare oltre le convinzioni personali ed analizzare tecnicamente un’ipotesi di cui non ho mai dibattuto in precedenza, dimostrandovi, peraltro inconfutabilmente, che la mia personale opinione non inficia minimamente la mia capacità di analisi tecnica.

Dobbiamo partire con l’attenta lettura dell’art. 140 tfue il quale dice cose assai chiare e soprattutto, letteralmente, prevede unicamente una linea di percorso: lo status di paese in deroga è propedeutico all’ingresso nell’UEM, benché ciò possa avvenire solo su successiva richiesta del membro stesso. O meglio come vedremo la richiesta, letteralmente, non è propriamente di entrare nell’UEM, ma di essere giudicati. Una sfumatura, forse sottile, ma che in realtà la dice lunga Read more

Obama si arrabbia per i successi di Mosca

Obama si arrabbia per i successi di Mosca

 
di Augusto Grandi
girano

Prima il fantasmagorico Obama ha spiegato che l’intervento russo in Siria non sarebbe servito a niente. Poi ha protestato perché l’intervento serviva ma i russi bombardavano i ribelli addestrati dagli USA (gli stessi eroici combattenti che, la settimana prima, avevano regalato le armi agli uomini di Al Qaeda); quindi, dopo aver fatto bombardare un ospedale di Msf in Afganistan, ha protestato perché i bombardamenti russi contro l’Isis si dimostravano efficaci e spaventavano i tagliagole.

President Barack Obama participates in a bilateral meeting with Russiaís President Vladimir Putin during the G20 Summit, Monday, June 18, 2012, in Los Cabos, Mexico. (AP Photo/Carolyn Kaster)

Ed ora, insieme alla NATO, ha ordinato ai russi di metter fine all’intervento per evitare di far arrabbiare i terroristi. Siamo alla demenza pura trasformata in politica estera. Read more

L’Arabia Saudita sarà alla testa del Consiglio dei diritti umani dell’ONU

L’Arabia Saudita sarà alla testa del Consiglio dei diritti umani dell’ONU

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Per quanto possa risultare assurdo, l’Arabia Saudita avrà un ruolo principale nel Consiglio dei diritti umani dell’ONU(1).
La notizia risale a giugno quando l’ambasciatore saudita Faisal bin Hassan Trad è stato nominato presidente del gruppo consultivo dell’Unhrc(2), ma la stessa ONU aveva evitato di pubblicizzare la notizia, notizia che è stata “scovata” grazie alla ONG indipendente “UN Watch”(3).Diverse critiche stanno accompagnando la nomina, essendo il regime saudita tra i paesi con le più alte violazioni dei diritti umani e tra quelli più discriminatori verso i diritti delle donne e delle minoranze, nonché uno degli stati che utilizza maggiormente la pena di morte(4).
Tanto per rimanere sul tema, c’è da segnalare che proprio pochi giorni fa nel paese degli Al Saud, è stata “concessa” la decapitazione e la crocifissione per un ragazzo 21enne, “colpevole” di aver partecipato a delle manifestazioni anti-regime nel 2012(5).Alla faccia dei “diritti umani” !.Salvatore SantoruSalvatore Santoru

NOTE:
(1) http://www.tempi.it/capolavoro-onu-da-oggi-a-vigilare-sui-diritti-umani-ci-sara-arabia-saudita
(2) http://www.ilfoglio.it/esteri/2015/09/22/onu-larabia-saudita-alla-presidenza-di-un-panel-sui-diritti-umani___1-v-133013-rubriche_c184.htm
(3) http://blog.unwatch.org/wp-content/uploads/Final-report-CG-transmitted-17sept15-1.pdf
(4) http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/06/arabia-saudita-100-persone-giustiziate.html
(5) http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/09/arabia-saudita-21enne-condannato-alla.html
(FOTO:http://arabpress.eu)

20 bombe atomiche USA in Germania? Reazione russa

20 bombe atomiche USA in Germania? Reazione russa

di Alessandro Gallo

L’Arabia Saudita è uno dei paesi che viola di più i diritti umani …e l’Onu che fa? Mette il suo rappresentante a capo del panel di esperti del Consiglio dei diritti umani

L’Arabia Saudita è uno dei paesi che viola di più i diritti umani …e l’Onu che fa? Mette il suo rappresentante a capo del panel di esperti del Consiglio dei diritti umani

 di C.Alessandro Mauceri

Dazebaonews.it

diritti umaniIn Arabia Saudita le esecuzioni capitali sono ormai una prassi usuale. Spesso avvengono in pubblico (addirittura recentemente dopo l’esecuzione per decapitazione di cinque condannati a morte, le teste sono state appese ad un elicottero e portate in giro per la città per essere mostrate al pubblico).

Solo pochi giorni fa, in Arabia Saudita, fa un ragazzo di 21 anni, Ali Mohammed al-Nimr, condannato a morte per un reato commesso quando era ancora diciassettenne, è sarà decapitato e il suo corpo sarà crocefisso ed esposto in pubblico (la notizia è stata diffusa dalla ong britannica Reprieve che si batte Read more

LA TERZA GUERRA MONDIALE

LA TERZA GUERRA MONDIALE

di Stefano Becciolini

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“Non sempre le guerre armate fanno più vittime di quelle economiche e sociali”Il giorno dopo la pubblicazione dell’ultima parte del mio articolo sull’ ISIS e la CIA sul presunto piano di destabilizzazione dell’Europa, datata 20/09/2015, è arrivata come una bomba la notizia che l’Epal’agenzia federale statunitense per la protezione ambientale, ha accusato la Volkswagen di presunta manipolazione delle centraline di controllo delle emissioni di alcuni motori diesel.
Sicuramente la Volkswagen ha una responsabilità grave Read more

E se il caso Volkswagen non fosse un’eccezione, in Germania?

E se il caso Volkswagen non fosse un’eccezione, in Germania?

C.Alessandro Mauceri

www.notiziegeopolitiche.net

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Non si placano le polemiche dopo lo scandalo in cui è stata coinvolta la Volkswagen: per ben sei anni la società tedesca ha garantito che le auto che vendeva erano pulite e potenti, in regola con le norme sui gas di scarico. Ora si è scoperto che la casa tedesca avrebbe modificato il software istallato sulle proprie autovetture per falsificare i dati per l’omologazione (giusto il tempo della durata delle analisi in laboratorio). Secondo una ricerca i cui risultati sono stati resi noti da The Guardian, sarebbero 11 milioni i veicoli coinvolti. Un sistema diabolico: il programma riusciva a capire dai movimenti del tester e dall’uso dell’acceleratore se l’auto era sottoposta a un test. In questo caso limitava le emissioni dei gas di scarico a scapito della performance. Una Read more

Quest’anno, in Italia, i migranti raggiungeranno quota 200 mila

Quest’anno, in Italia, i migranti raggiungeranno quota 200 mila

La Cina fa paura, ma la lezione non viene capita

La Cina fa paura, ma la lezione non viene capita

di Augusto Grandi

girano

bandiera cinaLa Cina e’ vicina? Si’, quando si tratta di spaventare i mercati isterici e basati sull’ignoranza dei piccoli investitori. Ma è lontanissima, la Cina, quando si tratta di prendere atto di una realtà che assomiglia alla nostra. Gli analisti sono ancora dubbiosi sulle ragioni di questa crisi asiatica. Voluta dal governo di Pechino per fare i conti interni con una classe dirigente arrogante e pericolosa, sempre più lontana dal partito? O frutto di una speculazione internazionale che ha messo sotto attacco la Cina per impedire le alleanze con la Russia, con l’America Latina, con i Paesi emergenti? O, semplicemente, conseguenza di Read more

Europa: L’ombra lunga della dittatura

Europa: L’ombra lunga della dittatura

di Antonella Policastrese

nazeuropaUn’umanità flagellata dalle guerre e dalle ingiustizie preme sull’Europa, per realizzare un sogno. Ma di questi tempi più che sogni stiamo vivendo incubi ad occhi aperti. Europa! Una realtà, che la maggioranza di noi percepisce come un’entità che sta solo determinando disuguaglianze, ingiustizie, perdita di diritti e democrazia. Abbiamo vissuto la fase greca di Tsipras come una nuova alba, una svolta per invertire la marcia e mettere fine a politiche d’austerità, che stanno fiaccando la società civile. In compenso dopo il referendum greco e le trattative serrate che hanno imposto alla Grecia misure draconiane, l’unica cosa che Read more

Affamare i bambini, distruggere le case: non è una creazione dell’Isis

Affamare i bambini, distruggere le case: non è una creazione dell’Isis

di Augusto Grandi

girano

dresda6“E’ difficile piegare con le armi un popolo fiero, combattivo, coraggioso; ma mettete alla fame i suoi vecchi, i suoi bambini, le sue donne; distruggete sistematicamente le sue case e vedrete i fucili cadere dalle mani dei combattenti”. Un proclama dell’Isis? No, la filosofia del generale americano Philip Henry Sheridan. Enunciata ancor prima del 1870. La stessa filosofia che era alla base della guerra degli inglesi contro i boeri, dei nordisti contro i sudisti. Aggiungete la guerra ai monumenti, come la distruzione di Montecassino o di Dresda, i bombardamenti a tappeto su musei e chiese storiche e sarà facile capire da dove hanno imparato Read more

I BRICS e la Nuova Via della Seta sono volani per l’economia reale

I BRICS e la Nuova Via della Seta sono volani per l’economia reale

di Movisol

Movisol

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Mentre Europa e Stati Uniti pretendono ancora di dominare il commercio mondiale e le regole del gioco, sta di fatto che gli scambi tra i cinque paesi che appartengono al gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) sono aumentati del 70% dal 2009. Stando al Fondo Monetario Internazionale, i cinque paesi insieme registrano attualmente un PIL di 32.500 miliardi di dollari, in termini di parità del potere di acquisto solo lievemente inferiore a quello del G7 che è fermo a 34.000 miliardi di dollari. Ai BRICS va dunque attribuito il 30% del PIL mondiale (rispetto al 19% del 2012).

Bisogna tenere a mente che, contrariamente al mondo transatlantico, i dati dei BRICS sono strettamente legati all’economia reale e non al mero Read more

TRA UN PO’, NON CI BASTERÀ PIÙ UN SOLO PIANETA TERRA …..

TRA UN PO’, NON CI BASTERÀ PIÙ UN SOLO PIANETA TERRA …..

di C. Alessandro Mauceri

vocidalmondo

terra clessidraNei giorni scorsi si è avuta l’ennesima conferma (se mai ce ne fosse bisogno) che le misure adottate da politici, organizzazioni internazionali e convegni ambientalisti sono state, finora, inutili.

La scorsa settimana, infatti, si è “celebrato” l’Overshoot Day, ovvero il giorno in cui la domanda di risorse da parte delle popolazioni del pianeta supera ciò che la Terra può produrre in un anno. I numeri dimostrano che, in barba a tutti gli accordi e alle misure pro-ambiente, dal 1970, questo giorno cade sempre prima. La verità Read more

Tsipras ricattato dalla Trojka.

Tsipras ricattato dalla Trojka.

di Alessandro Gallo

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Tsipras

A rilasciare la clamorosa dichiarazione è stato George Romanian, mentre annunciava la propria impossibilità di restare nell’ Esecutivo greco lo scorso luglio.

L’ Unione Europea dimostra che parole come “democrazia“, ​​”compassione“, “buona volontà“, possono essere usate per mascherare il saccheggio occidentale e l’oppressione.

George Romanias, il Segretario generale dei servizi sociali greci, il 17 luglio scorso ha annunciato dalla stazione televisiva greca MEGA:romanias “Ιo non posso rimanere in un Ministero di cui facevo parte per affermare ed applicare alcuni principi, nel quale oggi mi si impone di fare il contrario “, ha detto Romania aggiungendo che avrebbe presentato le sue dimissioni nell’indomani. “Non posso applicare la legge che mi obbligano a introdurre. Non è possibile dare una pensione mensile di 87 euro per una persona con handicap. Questo è ciò che è stato messo in legge ”

banca-grecia-fila-reuters-U10175353656DfB--258x258@IlSole24Ore-WebAffrontando la discussione sulla Legge introdotta con procedure esplicitamente richieste dai creditori, tra cui la Commissione Europea e i Governi nazionali principali, ha detto che “è la prima volta nella mia vita che vedo un progetto di legge scritto con tale analfabetismo, tale dilettantismo e tale l’ignoranza … Il Primo Ministro Tsipras è stato ricattato di sicuro, ma non può applicare una legge che non condivido e di cui non mi è stato chiesto nulla in proposito “.

Dopo Yanis Varoufakis, che voleva ripudiare un debito detestabile, e George Romanias, che si è rifiutato di rendersi complice delgenocidio sociale in atto, chi difenderà il povero Read more

Tutte le bugie dello Spread

Tutte le bugie dello Spread

di Carlo Pompei

spreadSenza timor di smentita, si può tranquillamente affermare che la UE sia una unione economica e non politica.
Ebbene, tale unione europea dovrebbe sottostare, in quanto tale, a regole economico finanziarie che disciplinano le Borse del Vecchio continente.

Se è vero, come è vero, che lo spread è il differenziale di potere d’acquisto tra titoli di Stati diversi, è anche vero che questo dovrebbe ricadere nelle regole di eccesso di ribasso ed eccesso di rialzo, fissate in +10% e -10% nelle contrattazioni europee.
Proprio per evitare speculazioni criminali, Read more

GIAPPONE ….CORSA AL RIARMO

GIAPPONE ….CORSA AL RIARMO

di C. Alessandro Mauceri

vocidalmondo

stampa giapponesePer quasi settant’anni, dalla tremenda sconfitta al termine della Seconda Guerra Mondiale, il Giappone è stato un paese pacifista. Era stato quasi costretto a legiferarlo: l’articolo nove della “costituzione di pace” che il Giappone adottò subito dopo la guerra dice: “Il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come strumento di soluzione delle dispute internazionali. Le forze terrestri, navali o aeree, così come altri potenziali strumenti di guerra, non saranno mai più mantenuti”.
Una dichiarazione che sembra somigliare a quelle che si trovano in quasi tutte le “Costituzioni” dei paesi occidentali, tutti paesi pacifisti, nessuno dei quali, però, ha rinunciato a inviare il proprio esercito e a partecipare a decine di guerre (anzi a volta a scatenarle). Semplicemente si è deciso di chiamarle missioni Read more

Dalla Grecia all’Italia. La Germania all’opera

Dalla Grecia all’Italia. La Germania all’opera

di Antonella Policastrese

MerkelEd alla fine il mitico Ulisse si fece legare, per ascoltare il canto delle sirene. Il solo che udì quelle ammalianti voci, legato all’albero della nave, per non finire in pasto delle donne pesce, che chiunque seducevano per poi nutrirsi delle sue spoglie. Tsipras si è lanciato in quello specchio di mare non resistendo al quel richiamo e così facendo ha condannato il Paese ad essere invaso dai Proci. Inutile le trattative portate avanti da Varoufakis, inutile il referendum, se alla fine Il “Greco” doveva accettare condizioni umilianti che riporteranno la Read more

Ribellione e sottomissione- referendum greco e capitolazione di Tsipras

Ribellione e sottomissione- referendum greco e capitolazione di Tsipras

di Alfredo Cosco

tsiprasQueste furono alcune delle parole pronunciate dal capo del governo greco, Tsipras, nella notte tra il 26 e il 27 giugno:

“Poco fa ho riunito il Consiglio dei Ministri e ho proposto un referendum per far decidere al popolo greco in modo sovrano. La mia proposta è stata accettata all’unanimità. Domani si riunirà eccezionalmente l’Assemblea del Parlamento per confermare la decisione del referendum da svolgere la domenica 5 luglio con il quesito sul se accettare o rigettare della proposta delle istituzioni (NdT: Troika). Sono già stati informati il Presidente della Repubblica ma anche la […] Merkel, Holland e Draghi. […] Sull’ultimatum minatorio di accettazione da parte nostra di una austerità severa e umiliante, senza fine e senza prospettiva di uscirne fuori, vi invito a decidere con sovranità e con orgoglio, esattamente come comanda la nostra Storia. All’autoritarismo e alla dura austerità dovremo rispondere con democrazia, con compostezza e con decisione. La Grecia, il luogo che ha dato nascita alla democrazia, dovrà inviare una risposta sonora di democrazia alla comunità europea e a quella internazionale che ci osservano con attenzione. Mi prendo l’impegno di rispettare il risultato della vostra scelta democratica qualsiasi esso sarà. E sono assolutamente certo che la vostra scelta onorerà la Storia del nostro paese e che darà un messaggio di dignità a tutto il mondo. In questi momenti cruciali dobbiamo tutti tenere bene in mente che l’Europa è la casa comune dei nostri popoli e che in Europa non esistono proprietari e ospiti. La Grecia è e rimarrà un pezzo instaccabile dell’Europa e vice-versa. Però un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola. Vi invito tutti e tutte a prendere le decisioni che ci meritiamo: per noi, per le generazioni future, per la Storia del nostro paese, per la sovranità e la dignità del nostro popolo.”

Ecco un uomo“… pensai.. “Ecco l’uomo“..

Ecco un uomo … nel senso di…Finalmente qualcuno che si risveglia da un letargo, e lancia una sfida di riscatto per il suo popolo, riscattando anche il proprio ruolo di capo del governo che, in Europa, è ormai sostanzialmente ridotto a quello di una comparsa ubbidiente.
Ecco l’uomo …invece intendeva… “Ecco che Tsipras rivela l’uomo che è in sè.. dopo mesi nei quali anche lui si è perso in astrazioni retoriche ed illusioni di trattativa.”

Fin dalla campagna elettorale greca, che nel portò alla vittoria di Syriza e di Tsipras, fu chiaro anche a me come la posizione incarnata da Tsipras fosse contraddittoria. Da una parte esprimeva totale opposizione alle politiche di austerity e al dominio delle banche. Dall’altra però difendeva l’euro, i patti di stabilità e, in sostanza, il sitema dell’eurozona. Questa posizione esprimeva una contraddizione fondamentale. L’intero sistema europeo, compresa quell’arma di distruzione di massa chiamata euro, è intrinsecamente portatore di austerity, perdità di sovranità e di democrazia da parte degli stati, annichilimento di ogni possibilità di cambiamento.
Tsipras vinse e intraprese subito un percorso di “trattativa in sede Europea” al fine di ridurre il peso del debito greco e strappare una serie di altre “concessioni” che riducessero la condizione di strangolamento in cui si trovava (e si trova) il suo paese. In prospettiva, anche per raggiungere il fine precedentemente detto, sembrò tentare di promuovere una sorta di coalizione (o intesa) dei Paesi meridionali per imprimere un altro verso al percorso dell’Europa.
Fin dall’inizio tutto il suo spendersi nel dialogare con i capi di governo dell’eurozona, con il presidente dell BCE Draghi, con il capo della Commissione Europea Junker e gli altri tecnocrati, oltre che con la sanguinaria Lagarte, presidente del Fondo Monetario Internazionale, mi sembrava sostanzialmente inutile. Al massimo gli avrebbero concesso qualche briciola. Ma anche se gli avessero concesso di più, trattare con questi poteri era già una sconfitta.
Comunque sia, a un certo punto sia Tsipras che il ministro delle finanze Varoufakis si accorsero, finalmente, che chi comanda in Europa non gli avrebbe concesso neanche le briciole. Non ci sarebbe stato alcun avvicinamento alle posizioni del governo greco. La Troka (FMI, Commissione Euopea, Banca Centrale Europea) escluse ogni ipotesi di riduzione del debito, e ogni possibile agevolazione. A un certo punto sottopose al governo greco l’ennesimo piano di “aiuti” (in realtà “prestiti”) legati all’ennesimo elenco di misure di macelleria sociale e di svendita di patrimonio nazionale. Alla Grecia era data solo una opzione, la stessa di sempre: quella di accettare un piano già scritto a tavolino da altri.

Ma questa volta accadde qualcosa di diverso.Il discorso di Tispras, di cui abbiamo parlato all’inizio; discorso che era già esso stesso una sfida alla Troika, e lanciava una sfida ulteriore, un referendum.

Tsipras sembrava avere tirato fuori una carta che la Troika non si aspettava. Invece di farsi mettere totalmente all’angolino, ribaltava il tavolo chiamando il popolo a raccolta, e puntando a una sfiducia collettiva non solo dell’ultimo piano della Troika, ma anche, su un piano più profondo, della stessa logica che pervade questi piani e la politica dell’UE. Se, come sembrava probabile, i no al piano della Troika avessero vinto, Tsipras avrebbe avuto dietro di sé la consacrazione di un popolo. A quel punto se la Troika avesse tentato misure di brutale reazione economica, avrebbe rivelato definitivamente al mondo il suo vero volto. E comunque.. specie in caso di intransigenza europea.. si prospettava la possibilità che la Grecia uscisse dall’eurozona. Questa sarebbe stata l’ipotesi migliore di tutte.
Nonostante abbia altre volte criticato le ambiguità di Tsipras, dal momento in cui fece quel discorso e intraprese la via del referendum, ebbe tutto il mio appoggio. Come, ne sono certo, l’appoggio di gran parte delle persone che in Europa (e non solo) lottano per la libertà. Finalmente tra i fantocci di carne a cui da anni si sono ridotti i governanti europei, finalmente un leader al servizio del popolo, finalmente qualcuno capace di opporsi alla brutalità inarrestabile dei nuovi gerarchi tecnocratici.

Tsipras rappresentava in quel momento l’inizio di una svolta. Una scintilla nel mezzo di una notte fonda. Un primo urlo di ribellione. E nessuno o quasi, neanche tra i più diffidenti, immaginava che Tsipras avrebbe potuto non rispettare l’esito del referendum. Del resto era stato molto chiaro..

grecia non posso pagare“Mi prendo l’impegno di rispettare il risultato della vostra scelta democratica qualsiasi esso sarà. E sono assolutamente certo che la vostra scelta onorerà la Storia del nostro paese e che darà un messaggio di dignità a tutto il mondo.”

Una persona che dice parole come queste, che si prende un impegno solenne a rispettare l’esito di una consultazione del proprio popolo da lui stesso innescata, potrebbe mai essere, anche solo lontanamente, sfiorato, dall’ipotesi di non rispettare poi quello che il popolo greco avrebbe stabilito?
No, follia solo il pensarlo. Questa era una ipotesi che anche i commentatori ostili al referendum e allineati coni dogmi dell’eurozona avevano escluso.
E questo è stato proprio quello che è accaduto.

Nonostante la ricattatoria azione di restrizione della liquidità posta in essere dalla BCE. Nonostante la pressione terrorista delle istituzioni europee, dei media internazionali, e di buona parte dei media privati greci e dei vai poteri “collaborazionisti” all’interno della Grecia, il popolo greco con orgoglio e dignità mandò solennemente a quel Paese la Troika con il 61% dei voti andati al NO all’ultimo piano economico omicida.
A quel punto una crepa era stata fatta nel muro. Tutto quello che sarebbe potuto accadere da quel momento sarebbe stato meglio degli ultimi anni di totale sottomissione. Molti vociferavano già di piani per uscire dall’eurozona.
Non erano ancora finiti i festeggiamenti, non solo in Grecia, ma anche in mezza Europa, per la vittoria del NO ai diktat tecnocratici, che Tsipras faceva sostanzialmente fuori Varoufakis, ormai odiatissimo dalle cacellerie europee e dai burocrati di Bruxelles per la sua intransigenza (più che essere stato espressamente cacciato, è stato messo nelle condizioni di andarsene, quando, all’indomani del referendum, in una riunione del direttivo di Syriza si pronunciò con votazione di 4 contro 2 sulla sua proposta di approntare un piano B contro il ricatto dei creditori, e lì comprese, come avrebbe detto poi “che Tsipras non avrebbe mai sfidato i creditori”, e che lui era sostanzialmente sfiduciato).
Il nove luglio, quattro giorni dopo il sonoro respingimento delle imposizioni della Troika da parte del popolo greco, Tsipras tira fuori una nuova proposta per i “creditori”, che è sostanzialmente molto simile a quella che i cittadini greci avevano respinto. In pratica Tsipras diceva “SI’” alla Troia quattro giorni dopo che i Greci avevano urlato il loro “NO”.
Già questo era un tradimento. Ma quello che è avvenuto dopo è stato molto peggio.
Subito dopo queste “proposte”, Tsipras si è precipitato, in totale umiltà, a Bruxelles, dove, il dodici luglio, al termine di una notte di “bombardamento psicologico”, ha accettato tutte le condizioni che gli sono state imposte. L’accordo alla fine sottoscritto è di gran lunga peggiore di quello in merito al quale Tsipras aveva chiamato il suo popolo alle urne.
C’è chi ha parlato di “pressioni” di ogni tipo ricevute, nei precedenti giorni, da Tsipras. Pressioni che andrebbero dalle “minacce” personali verso di lui, alle minacce verso il suo Paese.

Il nuovo patto è stato giustamente definito da un giornale insospettabile, Der Spiegel, “un catalogo di atrocità”.
L’accordo prevede un avanzo di bilancio del 3,5%; il ritiro di gran parte delle leggi emanate da Syriza; il potere di veto degli ispettori internazionali sulle leggi emanate dal Parlamento greco; la totale liberalizzazione del mercato del lavoro; la costituzionalizzazione del fiscal compact e del pareggio di bilancio; l’aumento dell’Iva, il taglio delle pensioni. Inoltre, oltre ad altre “atrocità”, è previsto dovere trovare beni pubblici per un valore di 50 miliardi di euro, da affidare ad un fondo gestito da burocrati esteri; questi beni dovranno essere venduti, e più di metà del ricavato andrà direttamente alle banche, un’altra quota servirà per ridurre il debito pubblico (e quindi anche questa quota andrà alle banche), e solo quello che resterà dopo queste parti, dovrebbe andare a sostenere gli “investimenti”. In pratica la Troika (tra le altre cose) ha imposto e Tsipras ha accettato il pignoramento di quello che resta dei beni pubblici di un Paese.
Quello firmato da Tsipras è un “Nuovo trattato di Versailles”, come giustamente ha detto l’ex ministro delle finanze Varoufakis.
Dire che questa sia una sconfitta di Tsipras è sbagliato. Questa non è una sconfitta. Ma una umiliazione assoluta, un annientamento totale di Tsipras e della Grecia.

Riepiloghiamo il punto cardinale dell’intera vicenda: Tsipras indice un referendum per chiedere che i cittadini si pronuncino sull’ennesimo piano lacrime e sangue della Troika.
I cittadini respingono questo piano omicida.
In pochi giorni Tsipras sottoscrive un piano molto peggiore di quello respinto dal popolo greco col referendum.

Riprendiamo adesso uno dei passaggi del discorso con cui Tsipras indisse il referendum.

“Mi prendo l’impegno di rispettare il risultato della vostra scelta democratica qualsiasi esso sarà. E sono assolutamente certo che la vostra scelta onorerà la Storia del nostro paese e che darà un messaggio di dignità a tutto il mondo.”

Anche il solo fatto di pronunciare parole come queste (e come quelle contenute nell’intero discorso) creano un vincolo morale verso te stesso, verso il tuo popolo, verso chi ti osserva nel mondo, verso il futuro.
Una volta che hai lanciato col cuore e con l’anima la sfida al Potere, non puoi più rimangiartela. Non puoi più tradire le tue parole. Se lo fai, come, con buona pace di chi si arrampica sugli specchi pur di difendere “Il compagno Tsipras”, diventi un complice di quel Potere che dicevi di volere contrastare. Anche se il rischio fosse la morte, anche se avessi ricevuto minacce personali, a quel livello, il livello dove un popolo fa incarnare da te le sue speranze, il livello dove, chiami a raccolta le energie di riscatto, dove pronunci parole che vogliono essere “sacre”, tu no puoi cedere. A costo della vita. A costo di ogni genere di ricatto.
Tsipras, ha completato la sua sottomissione, facendo fuori dal governo la minoranza di sinistra di Syriza, compattamente contraria alle nuove misure imposte alla Grecia.
Questa storia è stata insieme tragedia e parodia.

tsipras traditoreQuattro devono restare ferme nella nostra mente; quattro cose da tenere ben chiare dentro di noi:
I-Tsipras ha venduto se stesso, il suo partito, il suo popolo.
II-L’Unione Europea è dominata da una oligarchia spietata che non accetta di fare concessioni e che disprezza la sovranità popolare. Una oligarchia che punisce chi tenta di ribellarsi. Infatti, la Grecia, dopo il referendum “ribelle” del cinque luglio, ha subito un piano; come dicevo prima, molto peggiore di quello respinto dal popolo. Un piano che ha tutto il sapore della rappresaglia che una potenza occupante attua su un popolo occupato che ha cercato di sollevare la testa.
III-L’Unione Europea non è sostanzialmente riformabile e, senza uscita dall’euro, chi controlla l’euro, potrà sempre minacciare di strozzarti togliendoti la liquidità, se non ubbidisci
IV-Il grande messaggio di dignità lanciato dal popolo greco non è stato lanciato invano. Da una parte ha permesso, anche a molti che ancora erano addormentati, di aprire finalmente gli occhi su quella che è la reale natura dell’’Unione Europea. Dall’altra parte ha fatto sorgere in tante persone di tutta Europa una spinta verso la ribellione. E’ stato un precedente che, negli anni che verranno, darà i suoi frutti.

Alfredo Cosco

Alfredo Cosco 2

Il bluff di Tsipras ha reso evidente la perdita della Sovranità Popolare e della Democrazia

Il bluff di Tsipras ha reso evidente la perdita della Sovranità Popolare e della Democrazia

di Jacopo Cioni

tsipras-junckerChe Tsipras abbia tradito il popolo greco è ormai evidente; tutti i sovranisti avevano sperato e forse si erano illusi che finalmente ci fosse un leader del popolo per il popolo. Un leader abbastanza “matto” da sfidare i poteri forti non solo rappresentati dalla troika, ma anche dalle oligarchie finanziarie che gestiscono le istituzioni europee e non. Aver indetto un referendum per decidere se accettare o respingere i diktat europei è stato nella sua eccezionalità una cosa normale. Questo dovrebbe essere sempre fatto, chiedere ai Cittadini nazionali ed/o europei il loro consenso ad Read more

Berlino-Mosca, un asse necessario, ma con molta più intelligenza

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girano

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Ecco come gli strozzini della Troika hanno derubato la Grecia con un debito illegale per favorire le banche

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di C. Alessandro Mauceri

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Illustriamo i risultati di uno studio sui 320 miliardi di euro di debiti della Grecia redatto da una commissione internazionale di esperti. La commissione, voluta dal Parlamento greco, ha messo tutto nero su bianco. Leggendola ci rendiamo conto che l’Unione Europea è gestita con metodi criminali che affamano i popoli di alcuni Paesi. Il parallelismo con l’Italia.

people troika

Da anni ormai, quando si parla della Grecia e dell’Europa, le prime parole che vengono usate sono “debito”, “crisi economica” e simili. Al massimo si è fatto un confronto tra il debito greco e l’ostinazione di alcuni Paesi, tra i quali la Germania, nel pretendere il pagamento delle somme pattuite e il fatto che proprio questi Read more