La rubrica Balasso 069

Natalino Balasso mi ha autorizzato a gestire una rubrica utilizzando le pubblicazioni della sua pagina facebook.

“Ego te autorizzo a far quel cazzo che vuoi coi miei scripti, cum publicatione sul tuo sito, basta che scrivi che son miei” Firmato Balasso

natalino balasso

Emilia Romagna, torneo di calcio dei giovanissimi. Le partite durano un’ora. Una squadra si trova in vantaggio per 31 a zero. La media è di un gol ogni 90 secondi. Il divario tra le due squadre è assurdo, forse non dovevano trovarsi sullo stesso campionato.
Fatto sta che l’arbitro, un ragazzo di 20 anni, si consulta coi due allenatori e decide di finire la partita prima del tempo.
Alla fine l’arbitro verrà sospeso e la partita dovrà essere rigiocata. La federazione degli arbitri dice che il ragazzo sospeso, imparerà e crescerà grazie a questa punizione.
La morale di questa storia è che:
1) Il calcio, fin da giovanissimi, non può essere considerato mai un gioco, è invece un lavoro da affrontare anche quando non ha più senso il confronto.
2) Crescere significa rinunciare al buonsenso e seguire le famose regole.
3) il ragazzo che arbitrava imparerà così a mentire, infatti se non scriveva nel suo referto che aveva interrotto la partita prima del tempo, nessuno gli avrebbe detto niente.

Quando, da piccoli, si giocava sui prati, con due maglioni al posto dei pali, se il confronto era impari si rimescolavano le squadre per ottenere un confronto più equo, non c’erano regole, tutto era autogovernato da bambini, ma eravamo più saggi di questi poveri burocrati del calcio. Ma noi giocavamo per divertirci, mentre ora i ragazzini devono inseguire il sogno di essere miliardari, avere una macchina con la quale possono ignorare le regole della strada, e una moglie di rappresentanza. Mi fa ridere chi dice che si ruba il futuro ai giovani, il futuro non si può rubare e i giovani se lo devono conquistare, la verità è che stiamo rubando il presente ai giovanissimi. Una volta ho sentito una bimba dire “Mia nonna mi ha raccontato una storia dei tempi di quando i bambini potevano uscire da soli” e ho pensato che stiamo creando generazioni di inetti, che in futuro saranno incapaci di prendere una decisione se non su consulto di entità superiori.

La rubrica Balasso 069
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2 pensieri su “La rubrica Balasso 069

  • 9 novembre 2015 alle 10:54
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    Mess ricevuto da un Italo-Scandinavo, CITAZIONE :

    ” In Italia non ha importanza ciò che è importante. La realtà non importa, viene ignorata, “non esiste”. Il talento e le capacità non servono a nulla, sono “inutili”. Il valore non ha valore. Nulla ha un senso in Italia. Si tira avanti con l’illusione e l’inganno sia nei confronti di sè stessi che degli altri come tu ben descrivi. La logica e la ragione sono scomparse, è una grande farsa e uno spettacolo teatrale che ha valore scenico, ma non reale. Nel reale, è un luogo morto, l’unico paese europeo (beh, con eccezione forse di Grecia ed est europa) dove letteralmente le capacità e il valore veri e onesti non contano nulla, e quindi non conta null’altro. Va abbandonato. Osserviamo dall’esterno questo cadavere moribondo, questa mummia, sapendo che questo è il corso della vita e siamo fortunati ad esserci salvati, a non essere saliti su una nave che sta affondando. Dobbiamo solo sentirci fortunati. Quella degli italiani di oggi non è quella che io chiamo vita per come va intesa nel presente in questo mondo. Forse è vita in confronto a quella dei vermi. Ma non è vita in confronto a quella che è considerata vita in nord europa. E la cosa grottesca è che è in crisi anche il resto del mondo. Ma l’Italia è più avanti nel processo di dissoluzione e devastazione sociale. Forse ci dà un’idea e una previsione di quello che forse accadrà in ogni altra nazione, quando arriva il momento.

    E’ impressionante leggere giornali tedeschi ed italiani , in questi giorni. La differenza tra l’isteria dei giornali italiani e il soddisfatto distacco dei giornali tedeschi e’ cosi’ abissale da farmi chiedere se viviamo sullo stesso pianeta. ”

    Questo lo sapevo. La mia paura vivendo in Italia è di rincoglionire. Io ovviamente non guardo tv italiana. Ma quando mi capita occasionalmente di accenderla o andare a trovare qualcuno che la sta vedendo, si viene catapultati in una realtà parallela. I telegiornali sono pura commedia. Il problema è che si prendono sul serio, e uno rischia di abboccare. Appena tornato da fuori, ridevo soltanto di loro. L’altro giorno invece mi sono scoperto quasi ipnotizzato, tra un gruppo di persone in stato anche più avanzato di ipnosi – stavo cominciando a credere che il telegiornale avesse qualcosa a che vedere con la realtà. Mi sono sentito scivolare nella follia. Non voglio che accada. Terrò spenta quella dannata tv. Voglio vivere nella realtà, voglio sapere come stanno le cose. Non credo che possa davvero perdere del tutto il senso di realtà che ho acquisito fuori, comunque questo è prova che la tv è stato uno degli strumenti più forti e che davvero ha programmato e ipnotizzato la mente degli italiani, che del resto ne sono religiosamente appassionati ben più che ovunque in Europa. E’ un incubo vivere in mezzo a persone che negano anche delle ovvie basi della realtà, del tipo che l’Italia è indietro rispetto al resto dell’Europa. Giuro che qui c’è gente che nega questo. Lo nega con forza e deride o aggredisce o isola chi la pensa diversamente da loro. In Italia non c’è più libertà di pensiero. Sono tutti omologati e egualmente distaccati dalla realtà. Al sud è così. Ho vissuto un breve periodo al nord e ovviamente i problemi maggiori li avevo con la gente del sud Italia che viveva lì. Hanno seri problemi.

    La mia domanda a lui :”- non riesco a capire perché in Italia, ove i cittadini sono irresponsabili, la gran parte di essi rifiuta di parlare di politica o società, persino i mei fratelli… ? Sai chiarirmi ?”

    La Risposta :

    Apatia, sconfitta, incapacità di lottare, mancanza di spina dorsale/palle, mentalità da perdente, mancanza di valori/vita/vitalità. L’essere distratti dalle facezie irrilevanti proposte da media e televisione (e riproposte da famiglia/amici), specie nei programmi politici che sono totalmente inutili e dove il pubblico passivo osserva litigare i protagonisti con una possibilità di intervento talmente limitata che è un scherzo. Gli italiani si dedicano solo al loro quotidiano e al loro orto, e Churchill diceva già ai tempi il problema:

    “il problema degli italiani è che prendono una partita di calcio come fosse una guerra, e una guerra come fosse una partita di calcio”.

    Questo è quello che ho capito sugli italiani, grottesco che sia, e questa la mia risposta a quel quesito. Oggi sono più che mai apatici; per i siciliani la spiaggia e il gelato con gli amici è l’apice dell’esistenza, anche perchè la situazione economica è grave e non possono permettersi altro; quasi tutti disoccupati o con uno stipendio ridicolo. Ma come dice un mio cugino siciliano con uno stipendio ridicolo, “bisogna sempre essere ricchi e felici”, e quindi i siciliani si impegnano ad APPARIRE tali, quando tutti sappiamo che non lo SONO. A loro non importa l’onestà, è un patto sociale silenzioso: “fa finta che la gente sia ricca e felice quando ovviamente non lo è, non andare oltre l’apparenza, pensa e dì stronzate; mentire a sè stessi e gli altri e il modo FURBO di vivere”. All’italiano del sud non interessa dire e vedere le cose come stanno, la verità per lui è “stupida” in quanto per lui triste: lui è depresso e povero, e non felice e ricco come pensa che DOVREBBE essere, perchè è profondamente edonista. Chi dice e vede le cose come stanno è considerato stupido o pazzo, perchè sta andando contro gli interessi narcisistici del popolo. Il popolo crede sia folle attestare la verità di fare schifo e che avrebbe dovuto fare di meglio se solo si sapesse smuovere le chiappe.

    Non hanno alcun interesse per faccende “serie”; il dialogo politico è fine a sè stesso e importante tanto quanto o meno di quello calcistico; a loro non importa il cambiamento o il risultato, l’importante è che loro abbiano un “posto fisso” e una famiglia e degli amici; come dici bene tu non c’è un patto sociale e un senso di responsabilità civile. Ah, e poi c’è una grande PATOLOGICA pigrizia almeno nei siciliani. Preferiscono marcire loro stessi al sole piuttosto che spostarsi. Il popolo siciliano proprio non ha speranze, e io sono per ri-dividere l’Italia che purtroppo ha fallito – la distanza culturale tra nord e sud è troppa, la Sicilia potrebbe benissimo essere la parte nord e più evoluta dell’Africa, allora le megalomanie dei siciliani sarebbero giustificate.

    Ma come dice Uriel l’Italia tutta sta scendendo a quel livello di bestiame assoluto. Mi pare che politicamente l’Italia abbia valore comico e intrattenitivo, nessuno in Europa prende l’Italia sul SERIO, vero? Da quel che vedo l’Italia con Renzi sta agendo semplicemente da cagnolino della Merckel, e quindi finchè fa questo, ben venga l’Italia in Europa. Renzi fa credere al popolo italiano che ha dignità, che non è poi così mal visto. E’ evidente che nella sua mancanza di dignità e nella sua cultura ben distante da quella oltre le Alpi, l’Italia sia un cagnolino fedele che segue le indicazioni dei leader europei. Ma ne sai più tu di questo. All’Europa non importa se gli italiani sono dei deficienti, l’importa è il risultato finale. Poi ci sarebbe Draghi, che per i media italiani è una figura parecchio centrale per l’Europa. Davvero non so i dettagli, comunque credo che l’Europa sappia come è messa l’Italia e chiuda un’occhio in virtù dell’obiettivo da raggiungere; mi chiedo se però tale obiettivo non sia di rendere l’intera Europa come Italia e Grecia!! A questo punto tutto è possibile!

    Una cosa l’ho capita: non c’è modo di ragionare con comuni membri del popolo italiano che non ha mai visto il resto del mondo, l’ignoranza è troppa. Credo che possiamo capirci solo noi emigrati, e ricordo che sebbene viva qui per ora sono stato dieci anni fuori dall’Italia, senza nessuna intenzione di tornare. Quindi che io sia considerato emigrato. Sono qui fisicamente, ma vivo sull’ internet internazionale in lingua inglese, e sto producendo prodotti digitali da vendere sul mercatoeuropeo/americano; l’Italia nemmeno la considero.

    Jo Scan

    Fine CITAZIONE.

    Queste considerazioni confermano quel che dico da un decennio .. !

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