La rubrica Balasso 070

La rubrica Balasso 070

Natalino Balasso mi ha autorizzato a gestire una rubrica utilizzando le pubblicazioni della sua pagina facebook.

“Ego te autorizzo a far quel cazzo che vuoi coi miei scripti, cum publicatione sul tuo sito, basta che scrivi che son miei” Firmato Balasso

natalino balasso

A più riprese tornano inchieste sulle “sofisticazioni” alimentari. Oggi, a tener banco è quella sugli olî d’oliva venduti come extravergine. Abbiamo un bel parlare di spremitura a freddo e di tecniche di lavorazione, la verità è un’altra: la sofisticazione siamo noi.
Pretendiamo che arrivino al supermercato sotto casa, disponibili in quantità industriali sempre pronti sullo scaffale, prodotti che sono soggetti alla variabilità naturale.
La nostra naturale ricerca di una vita scevra da affanni e fatiche si va trasformando nella compulsiva richiesta di qualunque cosa possa somigliare vagamente a ciò che desideriamo. La nostra infelicità autoinflitta ci chiede di spostarci a cazzo per il pianeta e pretendere che l’atmosfera sia pulita, riscaldiamo l’esterno dei bar solo perché non siamo capaci di fumare una sigaretta in piedi e parliamo di risparmio energetico.
La questione dell’olio è ben altra e riguarda tutte le porcherie legislative che in nome di una crescita farlocca si sono succedute fino ad oggi. Prima fra tutte il fatto che nessun produttore è più obbligato a segnalare in etichetta la provenienza delle olive, cosa che mi sembra fondamentale per stabilire se un olio è buono; non me ne frega un cazzo se tu segui tutte le procedure per fare l’olio extravergine e poi compri olive gonfiate con aggiuntivi e antiparassitari e maturate in stiva provenienti da nazioni che non hanno nessuna legge protettiva per il “consumatore”. Perciò quando leggete “olive spremute a freddo” oppure “olio prodotto in Toscana” non avete nessuna garanzia su che cazzo di olive stiano spremendo in quel modo e in quel luogo.
La sofisticazione siamo noi nel momento in cui ci definiamo consumatori, perché accettiamo l’idea che il cibo sia merce, mangiamo merce e diventiamo merce a nostra volta. Questo perché abbiamo sposato il paradosso della crescita che è un parametro che riguarda dati complessivi. Cresce tutto: la qualità della lavorazione, la cura della confezione, il prodotto lordo, gli accessori inutili di cui son fatte le cose che compriamo; ma gli individui no, gli individui sono sempre più piccoli, sempre più compressi dalla mole di merda e di falsità da cui si lasciano volontariamente schiacciare.

La rubrica Balasso 070 ultima modifica: 2015-11-16T10:33:58+00:00 da ilsovranista

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