L’Ignoranza tollera e subisce: Mercurio in bocca? – No grazie!

L’Ignoranza tollera e subisce: Mercurio in bocca? – No grazie!

di Salvatore Rainò

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QUEM MERCURIUS PERDERE VULT, DEMENTAT PRIUS (PUBLILIO SIRIO 43 A.C.)

“Ciò che colpisce per primo il mercurio è la mente”

L’ambiente è ormai un ricettacolo di sostanze chimiche di ogni genere che determinano ogni male del quale l’umanità patisca.

Per esempio, riflettiamo sull’argomento degli interferenti endocrini.

Si tratta di sostanze ampiamente diffuse, dai pesticidi alle plastiche, alle vernici, agli additivi alimentari (presenti anche nei comunissimi chewin gum), cui l’Uomo si trova quotidianamente esposto. Prodotti chimici che imitano o interferiscono con le normali attività ormonali e che sono attualmente indicati collettivamente col nome di “interferenti endocrini” (Endocrine Disruptors Chemicals, EDCs).

Studi recenti si sono, inoltre, concentrati sul possibile coinvolgimento di questi agenti chimici con il crescente problema dell’obesità, puntando l’attenzione sugli effetti di queste sostanze, sulla loro interferenza con il normale sviluppo ed i controlli omeostatici del bilancio energetico e della sintesi del tessuto adiposo.

Già agli inizi dell’ultimo decennio, è stato ipotizzato un ruolo per le tossine chimiche nell’eziologia dell’obesità, mostrando che tale epidemia coincideva con il marcato aumento dell’immissione dei prodotti chimici industriali nell’ambiente, negli ultimi 40 anni.

Inoltre, l’attuale epidemia di obesità non poteva essere spiegata solo con alterazioni nel consumo di alimenti e/o diminuzione di attività fisica. Numerosi studi evidenziavano che sostanze chimiche, tra cui pesticidi, metalli pesanti e alcuni solventi, causassero l’aumento di peso, ed è stato proposto che questi agenti chimici interferissero con l’omeostasi del peso, alterando gli ormoni che presiedono al controllo, alterando la sensibilità ai neurotrasmettitori, o l’attività del sistema nervoso simpatico.

È interessante notare che alcuni prodotti chimici sono stati effettivamente progettati per avere la proprietà di promuovere la crescita, come il dietilstilbestrolo, ampiamente utilizzato dall’industria del bestiame appositamente per questo scopo.

Altre sostanze interessanti per il loro destino ultimo nell’uomo sono i metalli pesanti.

Il mercurio, ad esempio, è:

– tossico per i reni

– disturba la produzione ormonale

– danneggia le cellule del cervello

– danneggia e indebolisce il sistema immunitario

– causa disordine e distruzione del sistema endocrino

– riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno

– si accumula nel cuore e danneggia le valvole del miocardio

– interferisce con molti metaboliti che forniscono energia all’organismo a livello cellulare

– la sua presenza causa carenze di nutrienti essenziali quali: selenio, magnesio, zinco e vitamina B12

– è una tossina per la riproduzione e lo sviluppo, inibendo la sintesi del DNA e RNA,

– produce mutamenti genetici

Con un decreto ministeriale del 27 aprile 2004, lo stato italiano tutela i dentisti dalle malattie professionali causate dall’esposizione da mercurio nello studio odontoiatrico.

Le normative vigenti, in tutto il mondo, relegano l’amalgama dentale che esce dallo studio odontoiatrico allo status di rifiuto speciale. In Italia l’amalgama dentale è classificata come rifiuto speciale pericoloso dal Decreto Ronchi. Nel momento in cui il dentista toglie l’amalgama dentale dalla bocca dei pazienti, quindi, questo materiale è considerato come contaminante per l’ambiente dello studio odontoiatrico, che dunque va sigillato in appositi contenitori e deve essere inviato a speciali unità di smaltimento di rifiuti speciali. Eppure conserviamo almalgama in bocca per anni e anni!

La legislazione è giustificata dal fatto che gli amalgami, dovunque si trovino, anche se non sono stressati da masticazione o da calore, sono affetti da un rilascio continuo di basse dosi di mercurio.

Mediante l’uso di un misuratore di vapori di mercurio, è stato dimostrato che l’amalgama, a 37 °C, emette fino a 43.5 μg di vapore di mercurio per centimetro quadrato di superficie al giorno, anche otturazioni vecchie 30 anni di denti estratti dieci anni prima della misurazione.

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Quanto affermato dai professionisti, che ritengono che la quantità di mercurio alla quale i pazienti sono esposti sia troppo bassa per poter essere pericolosa, è in contraddizione con la letteratura scientifica ed è per questo motivo totalmente indifendibile. I dentisti non ricevono una formazione che permetta loro di misurare i sintomi dovuti alla tossicità del mercurio. Il fatto che l’utilizzo del mercurio per gli amalgami dentali sia vietato, nella maggior parte dei paesi europei, è un importante segnale della tossicità di questo materiale.

A partire dal 2008, Norvegia, Danimarca e Svezia avevano approvato delle leggi nazionali che vietavano ai dentisti l’impiego di amalgama dentale in base al principio di precauzione e del principio di sostituzione. Infatti, il mercurio occupa il secondo posto di tossicità tra tutti gli elementi chimici, dopo il plutonio, e dunque le autorità hanno ritenuto giustificato favorire l’impiego dei materiali a base di resine e polimeri, che negli ultimi decenni sono arrivati a dare garanzie sempre maggiori di efficacia e durabilità.

Vorrei, però, adesso, parlare di alcuni aspetti inconsueti, che non sono al centro della nostra abituale attenzione. Mi riferisco alle azioni non molecolari, cioè non ponderali, sia del mercurio, che di tutti i metalli pesanti, in genere.

Ogni sostanza svolge la sua azione nei confronti di un sistema biologico per lo meno con due modalità: quella che richiede l’intervento di un meccanismo di tipo recettoriale, come, ad esempio, per i farmaci, e quello che si basa sull’azione “di campo” del materiale stesso, in virtù di vibrazioni elettromagnetiche da esso generate, specie se immesso all’interno di un campo elettrico.

L’organismo, poi, nella sua totalità autocratica, decide come utilizzare nella curva spaziotemporale, lo stimolo rappresentato dall’esposizione. Le sostanze generano risposte, nette nelle prime somministrazioni, ma, con la ripetizione delle stesse, lasciano sempre più spazio ad una regolazione spontanea dell’attività biologica, modulata non più dall’azione specifica della sostanza, ma soprattutto da fattori legati alla costituzione individuale dell’entità vivente.

Non siamo formati a ragionare in questo modo, anche se tali concetti sono molto più adesi alla realtà di quanto possiamo comunemente immaginare.

L’amalgama è composta dal 50% di mercurio, oltre all’argento, allo stagno e al rame: un complesso di metalli che vede in massima rappresentazione uno dei più temibili veleni.

Il nome stesso “mercurio” è legato alle vicende della storia dell’uomo che, per antonomasia, rappresentano la morte. La tossicità del mercurio, come per altri veleni, è da intendersi sul doppio versante acuto e cronico. Non basta, però, esaudire il discorso della temporalità dell’esposizione.

Ci soccorre la dottrina omeopatica, che spiega bene che cosa è il piano vibrazionale di Mercurius.

La persona mercuriale è agitata, sempre in movimento, è incostante, violenta, veri e propri termometri viventi, con infiammazioni alle mucose e con ogni lesione che tende ad un torpido processo di cronicizzazione destruente.

I piani mentali di “Mercurius” sono temibili e caratterizzati da una ingestibilità che tende all’autodistruzione.

Trattasi del rimedio del terzo miasma, quello delle disgregazione e della Syphylis, del luesinismo, l’impronta biologica psico-organica che determina le prognosi più serie e detiene il controllo delle malattie più gravi. Il linguaggio non è chiaro a tutti i medici, ma è proprio questo il punto. Infatti, dall’essere privi di tale linguaggio, si è passati facilmente a chinare il capo, inosservanti di qualunque buon senso e spirito di osservazione.

Anche il paziente odontoiatrico avrebbe qualcosa da raccontare al suo dentista, in relazione alle ore successive all’applicazione di un’otturazione in amalgama, come pure per la rimozione senza norme di sicurezza, peraltro previste dalla Legge, di una qualsiasi amalgama, da sostituire per esempio con altra medicazione.

Si scoprirebbe facilmente che, oltre ai denti, quel paziente ha un cervello, delle emozioni, una vita interiore e delle modalità percettive, nonché ideative, che restano coinvolte in una specie di terremoto devastante, legato all’azione tossica del mercurio, prontamente assorbito.

Un uomo, che non aveva mai avuto disturbi psichiatrici, nella notte successiva all’ablazione di una vecchia otturazione, senza precauzione alcuna da parte del suo dentista di fiducia, sviluppa un delirio complessissimo e strutturato attorno alla “temperatura”. Egli è nel letto, in una stanza di albergo, in montagna, dove si era recato per trascorrere il weekend…si sveglia all’improvviso e vede che il suo letto, le coperte, il suo corpo stesso, altro non sono che una miriade infinita di puntini colorati. I puntini caldi sono ancora rossi, mentre quelli freddi ormai sono diventati blu, il suo corpo madido di sudore, in preda all’angoscia più indescrivibile che lo spinge fuori del letto, cosa impossibile a farsi per il terrore di prendere freddo. Vorrebbe correggere la situazione, non ce la fa e non capisce che cosa stia succedendo, ma è certo soltanto di una cosa: il tema centrale dell’incubo è “LA TEMPERATURA”… e si ripete la parola in mente miliardi e miliardi di volte. La temperatura, la temperatura, la temperatura, la temperatura, non sa più se fa freddo oppure caldo, sa soltanto che vorrebbe chiedere alla sua compagna che gli dorme tranquillamente affianco se anche ella provi le stesse cose. Però, ha terrore anche di fare questa domanda che comporterebbe il rischio di una reazione violenta da parte della donna … e ancora una volta, ripiomba nell’angoscia più indescrivibile. Una parte della coscienza è lucida ed osserva il calvario cui la persona nella sua interezza è ineluttabilmente sottoposta.

Nelle due notti successive, con toni più sfumati, si ripete la scenografia percettiva, ideativa ed emozionale, sempre nello stesso modo, anche se visibilmente in attenuazione. Poi si torna alla norma. Quale norma? Quella di un soggetto di cinquanta anni, con varie otturazioni simili all’ultima, che si sono accumulate nelle sua bocca e nella sua vita?

Domanda: chi è veramente quella persona, quale profilo ha assunto la sua personalità animica, sociale, emotiva e relazionale? Sarebbe egli stato così com’è, anche se non gli fossero mai state applicate quelle otturazioni che lo hanno segnato per tutta la vita?

Ripetiamo, per mettere un poco in ordine: il mercurio è letale per esposizione acuta massiva – è tossico cronicamente, se staziona in un minuscolo ambito della persona – si muove da quel sito e si accumula in organi con una affinità elettiva altissima per esso, come il cervello, ma non solo, – genera un campo galvanico attorno a sé, tramite correnti spurie alimentate dalla differenza di potenziale rispetto alle aree molli circostanti – imprime un’impronta di tipo “omeopatico” all’andamento psico-evolutivo dell’individuo, segnandolo con i tratti della syphylis, cioè, in qualche modo, compromettendone la sua riuscita nella vita così come sarebbe stato se non vi fossero stati ostacoli all’evoluzione personale. Insomma, è come mettere un freno a mano ad una macchina e poi mandarla in salita.

E’ il dramma della vita che ospita la morte dentro di sé, sotto mentite spoglie di atto medico che doveva apportare sollievo. L’odontoiatra è medico, e il medico non può più trascurare i concetti dell’omeopatia: basta con questo materialismo maldestro che ha già apportato tanti danni allo sviluppo dell’umanità. Ed è anche insopportabile quel tiepidume che tanti omeopati esibiscono, per non fare innervosire i colleghi allopati, lasciandoli pascolare nel baratro dell’incoscienza. I farmaci servono indiscutibilmente nella gestione di gravi situazioni di emergenza, ma non devono essere utilizzati sempre nella gestione delle mille situazioni quotidiane che ogni medico incontra nella sua attività professionale.

Per quanto riguarda il mercurio, addirittura, si è sentito parlare si soggetti ipersensibili, ma questo, davvero, eccita le risposte più nette: IL MERCURIO E’ UNO DEI PIU’ POTENTI AGENTI OMEOPATICI, CHE INDUCE QUADRI SPERIMENTALI ORRIBILI E CHE E’ IN GRADO DI RIDARE LA SALUTE A PERSONE IN CONDIZIONI GRAVISSIME.

Tralasciare questo dettaglio significa privarsi di una verità grande come l’Universo. Basta con la tolleranza verso chi continua ad osteggiare l’omeopatia! I medici omeopati sono talmente tanti che, se trovassero la forza di unirsi, con un movimento coerente (cosa che ancora non è stata fatta) avrebbero argomenti per sgominare qualunque resistenza.

Quanto ai pazienti che si avvalgono delle cure omeopatiche, siamo alle solite. Unitevi e scendete in piazza e chiedete l’immediata creazione di ambienti di ricovero, diagnosi e cura di stile omeopatico.

Molte malattie di cui non si riesce a venire a capo dipendono dagli amalgami che le persone portano in bocca, che nemmeno il medico inviterà ad aprire per mostrare questa nefandezza che ha posseduto l’umanità per quasi due secoli.

Gli amalgami sono inconciliabili con la salute, e l’umanità è fortemente compromessa dall’odontoiatria che, senza farsi delle domande serie sull’argomento, ha determinato una delle forme di mercurializzazione più gravi e insidiose, con tutte le conseguenze sulle persone, sulle atmosfere sociali, sulle relazioni interumane.

Oggi, finalmente, è arrivato il momento di togliere ogni otturazione con mercurio, contenuta in bocca, curandosi di individuare il dentista che sappia che cosa fare per non rendere anche questa asportazione un momento di ulteriore e gravissimo avvelenamento. La rimozione in sicurezza degli amalgami richiede una valutazione della salute del paziente, da tutti i punti di vista, soprattutto bioenergetico ed omeopatico. Ci vogliono protocolli di protezione del paziente, per ridurre l’esposizione del paziente ad altro mercurio. Importante l’azione del Coriandolo, che è un estrattore cellulare di mercurio, assieme alla Clorella, un alga che drena i mesenchimi dal metallo tossico e ne agevola l’eliminazione attraverso feci ed urine. Talvolta è indispensabile ricorrere alla chelazione anche con EDTA (etilendiamminotetracetico) tramite somministrazioni endovena.

Insomma, un mondo, un mondo che molti medici dentisti ancora ignorano e vogliono continuare ad ignorare.

La rimozione in sicurezza prevede delle dighe che isolano completamente il dente sul quale si lavora, eliminando la diffusione di frammenti di mercurio e di vapore generati dalla fresa del trapano che lo riscalda. Inoltre, occorre una aspirazione forzata di aria che renda la bocca del paziente sicura dai vapori del mercurio ed eviti la diffusione dello stesso nella sala del dentista, con esposizione del paziente e degli operatori. Infatti, questi si mercurializzano, se non stanno attenti, e fanno una brutta fine, sia in termini di comportamenti umani che di patologie alle quali vanno incontro.

La storia del mercurio nelle otturazioni è una delle tante storiacce scandalose, sulle quali non vi è sufficiente chiarezza, a scapito della sicurezza delle persone, che sono vittime di uno dei raggiri più osceni.

Non è nemmeno vero che le vecchie otturazioni possono essere lasciate in bocca, poiché esse continuano a rilasciare mercurio per sempre.

Quanto al mercurio degli alimenti, è ridicolo volerlo paragonare alla lenta e costante dismissione di mercurio per anni e anni, nella nostra bocca, e senza nemmeno rendersene conto.

Quando qualcosa non funziona, nella nostra vita, pensiamo prima di tutto a che cosa ancora non ha riscosso attenzione da parte nostra.

SALVATORERAINO.COM

di Salvatore Rainò

Salvatore Rainò

L’Ignoranza tollera e subisce: Mercurio in bocca? – No grazie! ultima modifica: 2015-03-14T12:12:29+00:00 da ilsovranista

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