Casamonica: Invasione dal Cyberspazio

di Antonella Policastrese

casamonica funerale 2E poi venne il giorno dello scarica barile. Come nelle migliori tradizioni omertose, nessuno sapeva o doveva sapere. Continua a far discutere il funerale di uno dei più importanti re di Roma. I Casamonica, che dal nulla sono artefici della propria fortuna costruita sulla pelle degli altri, in concorso con gli ambienti che contano, hanno voluto tributare l’ultimo saluto al boss in pompa magna, ,paralizzando una parte della Capitale, ed una Chiesa che diventa lo scenario per l’ultimo saluto a chi tanta “beneficenza” ha fatto oliando le giuste macchine. Nessuno sapeva. Non sapevano i vigili chiamati a dirigere il traffico, non sapevano nulla i magistrati che avevano concesso un permesso ai parenti che stavano in gattabuia, meno meno che meno il Sindaco, comodamente steso al sole ai Caraibi, per le fatiche pesanti di “Primus inter Pares”. Ancor meno il questore, che forse non aveva capito con chi avesse a che fare. Insomma abbiamo fin’ora appurato che si è trattato di un’invasione di creature aliene venute dal ciber spazio per informare gli abitanti della Terra che era venuto a mancare il loro più alto rappresentante su Marte e, come è da copione, gli alieni non si possono fronteggiare, li si deve lasciar stare, per non farli inviperire. Abbiamo veramente raggiunto il culmine. Questa storia da qualunque parte la si guardi ha davvero dell’incredibile, segno che ciò che resta della società civile è ostaggio di gente senza scrupoli che presto sarà legittimata a delinquere legalmente, come sta già avvenendo. In fondo come mai gente come De Luca o lo stesso Marino, per non parlare di figure governative, continuano imperturbabilmente a rimanere al loro posto? La ciliegina sulla torta poi l’abbiamo avuta ieri sera, nella trasmissione “In Onda su La Sette. Sono stati intervistati due esponenti dei Casamonica che in un italiano maccheronico hanno cominciato a ricordarci che quando si pronuncia questo cognome bisogna lavarsi la bocca con la varechina. Cosa dire poi della signora, simile ad una baccante, alla quale è stato lasciato il tempo di vomitare tutto il veleno, tralasciando di rispondere alla domanda che riguardava l’usura? Per la cronaca, la signora intervistata lavora in un albergo, segno dei tempi che appartenere ad un clan ha i suoi vantaggi, specie adesso che il lavoro scarseggia e la papera non galleggia. Uno spettacolo indecoroso, ai limiti della follia, che non lascia spazio a nessuna giustificazione, che dimostra il grado di degrado umano raggiunto di un’Italia in mano a barbari che la stanno deturpando cambiandone il volto. No, così non può andare. Si dimettessero tutti. Questa storia tutta italiana dimostra che non siamo più credibili e siamo destinati, perdurando questo stato di cose, ad essere fatti a pezzi dagli alieni.

Antonella Policastrese

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