Dov’è più la mia gente?

di Viliana Cancellieri

sabbia

“E lucevan le stelle e olezzava la terra. Stridea l’uscio dell’orto…”
Tosca. Giacomo Puccini. Superba arte. Squarci di infinito.
Stranamente, oggi, questa frase è martellante e NON mi porta a Castel Sant’Angelo o lì… a rivivere la seduzione di una storia eterna come l’amore di Tosca e Cavaradossi.
Oggi, questa frase, suona in me come una sfida: una domanda che chiede una risposta. Sono qui, nella mia terra, nella mia Italia, nel mio presente, nel TEMPO MALINCONICO di tutti noi.
Eppure io so che “lucevan le stelle” quando la mia gente aveva tempo per guardarle e per sognare. Quando la mia gente sapeva “rincantucciarsi” nello sfavillio ammiccante di amori, desideri, speranze. Quando la mia gente sapeva gioire. E sapeva soffrire. Non di rabbia, non di guerra, non di potere.

Dov’è più la mia gente?
“…e olezzava la terra…” E tra quegli effluvi vitali abbiamo respirato la viscerale e carnale potenza di una natura che ci abbracciava e che ci cullava. Dov’è più la mia gente? Chi l’ha allontanata dal verde dei boschi, dai suoni dell’acqua trasparente, dal fischiare del vento? C’è, ancora, chi conserva nel cuore i silenzi delle vette, degli orizzonti, di quel tempo in cui, brividi di gioia e di paura, ci “percorrevano” di fronte all’immensità della natura? Natura dolce e violenta ma sempre… portatrice di vita!

Chi ha ucciso la NOSTRA NATURA? Chi ha voluto negarcela?

Dov’è più la mia gente?
“…e stridea l’uscio dell’orto”… e quel suono sapeva di pane, di semplicità, di famiglia, di tenerezza. Sapeva di buono, di unione… Unione!
Ora basta un nulla per perdersi. Non abbiamo molte cose da raccontarci e quelle poche sono sempre amare. Cerchiamo di sopravvivere al ciclone, in attesa di tempi migliori.

Dov’è più la mia gente?
Le città sono piene di ombre senza memoria delle immagini, dei gesti, dei suoni che hanno riempito la nostra vita. Come in un deserto di sabbia. Tutti… naufraghi su una stessa zattera, prede della lusinga, dell’inganno e del sinistro potere di seduzione di POCHI.

Dov’è più la mia gente?
La solitudine dilania. La solitudine diventerà cancro!

Dobbiamo imparare a stare insieme se vogliamo salvarci, se non vogliamo che il nostro pianeta si popoli di altri mostri che lo distruggeranno per sempre!

Viliana Cancellieri

Viliana Cancellieri

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Un pensiero su “Dov’è più la mia gente?

  • 24 Febbraio 2015 alle 22:53
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    Semplicemente partecipando alla ristrutturazione delle modalità che attualmente reggono ancora le ns istituzione.Con alternative organizzative diverse dai partiti che fanno leva ancora su idealismi di epoche passate. Chiaramente la maggioranza del ceto medio basso si comporta come i veri ricchi-delegano compiti e mansioni- non si interessano a partecipare alle sorti del loro quartiere neanche quando si tratta di determinare l’uso futuro di dismissioni di stabilimenti o caserme. L’inizio della deriva si può ascrivere al momento della soppressione della IIIa classe nelle FFSS.

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