Manganellate contro la scuola, ma non contro i teppisti di Pisapia

di Augusto Grandi

GIRANO

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                        MILANO                                                    BOLOGNA

Qualcuno si è stupito perché la polizia, che ha accuratamente evitato di caricare i teppisti a Milano, sia invece intervenuta pesantemente a Bologna contro gli insegnanti che contestavano il bugiardissimo alla festa del Pd. Al di la’ delle strategie di ordine pubblico (se vengono bruciate le auto dei privati cittadini chissenefrega, ma guai a fischiare il bugiardissimo), e’ evidente che il governo non può tollerare contestazioni precise e mirate. L’Expo non è un provvedimeto governativo, la riforma della scuola si’. Dunque se i centri sociali di Pisapia, dopo aver bruciato una libreria (Ritter), sfasciano qualche negozio, va bene. Nessuno li sgombra e verranno utili per impedire qualche iniziativa politica dell’opposizione. Ma se gli insegnanti si agitano, allora son problemi grossi. Innanzi tutto perché il mondo della scuola e’ numeroso. Professori, maestri, precari, supplenti. Sottopagati ma senza troppe pretese da parte di chi li paga. Se un docente e’ bravo e si impegna, lo fa a suo rischio e pericolo e non guadagna nulla. Se non fa niente, va bene lo stesso. D’altronde la scuola italiana, ancor più con la riforma imposta dal bugiardissimo, non deve preparare professionisti o almeno cittadini di qualità. Deve sfornare braccia da sfruttare. Non deve formare esperti cultura in grado di valorizzare le bellezze artistiche, storiche e paesaggistiche dell’Italia, ma solo custodi dei musei che non sanno nulla delle opere esposte. Non devono preparare ingegneri e scienziati di alto livello, perché se no emigrano verso Paesi dove la qualità e’ apprezzata e pagata. Ed allora, se manca un qualsiasi progetto educativo, la scuola italiana si contraddistingue solo per la confusione burocratica. Leggi e leggine, concorsi fatti ed abortiti, graduatorie insulse, trasferimenti forzati con immediata richiesta di rientro al paese d’origine abbandonando gli allievi. Senza garanzie, senza premi per i migliori insegnanti, senza penalizzazioni per chi non sa o non vuole insegnare. Il massimo della genialità e’ trasformare gli educator in accattoni del marketing, alla ricerca di sponsor che, in cambio di pochi euro, possano indirizzare gli studi non verso la qualità ma verso ciò che più serve al finto mecenate: braccia a basso costo. Ed allora va bene anche la polizia per manganellare chi fischia il bugiardissimo e la sua ministra. E, domani, andranno bene i media di servizio per condannare gli scioperi di chi è già condannato dalla riforma.

Augusto Grandi

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Manganellate contro la scuola, ma non contro i teppisti di Pisapia
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Un pensiero su “Manganellate contro la scuola, ma non contro i teppisti di Pisapia

  • 6 Maggio 2015 alle 10:59
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    vede egregio giornalista , la scuola fa schifo da quando la si è voluta rendere moderna . ora lo sanno anche gli idioti colti , che più il popolo è ignorante , più lo tieni sotto controllo . e lei sa perfettamente che gli ordini arrivano dall’alto e giustamente lo fa notare .nei centri italiani chi da ordini idioti sono i sindaci e al loro posto i così detti assessori , che in genere sono delle capre .io vorrei farle notare che quelli che vogliono insegnare sono delle bestie , se lei ha avuto figli ed ha nipoti , se ne è accorto. ultimamente ho parlato con un laureando in legge , proveniente dal sud , convinto che entrerà in magistratura , che non sapeva dove si trovasse cuba , a livello geografico . a livello storico , italiano , sapeva lo zero assoluto . idem per i liceali del nord che vanno alla scuola pubblica . roma detesta milano e poi glielo dimostro , ma gli insegnanti perchè hanno scioperato ? potevano stare a casa a studiare . come lei dice giustamente , pochi sono i colti , il resto è fuffa . come ho già detto , detesto questi precari solo perchè sono lazzaroni . ma le pare che anni fa non potessero trovare lavoro ? non raccontiamoci le solite balle .

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