Terzani, una scelta consapevole.

di Jacopo Cioni

Terzani TizianoTiziano Terzani ha compiuto una scelta drastica rispetto al modo di pensare di tanti. Farà piacere al mio amico Sandro che io riporti questo video dove Terzani evidenzia in maniera precisa come il mondo sia solo MATERIA agli occhi della gente sottolineando che invece non esiste “solo” la materia, ma qualcosa di più. Io mi definisco un materialista, ma impropriamente, nel senso che distinguo, o cerco di farlo, le leggende dalle ipotesi, le teorie dalle prove. Non nego a priori, ma attendo osservando.

Reputo più fortunati coloro che “vedono” oltre ciò che vedo io, ma questo non significa che queste visioni siano la realtà o una un’altra realtà. Attendo.

Posso forse negare l’esistenza della forza di gravità? Secondo la scienza è dovuta alla massa ed è inversamente proporzionale alla distanza e non esiste solo sulla terra, ma ovunque nello spazio, pensate all’effetto fionda sfruttato per ottenere un’accelerazione. La accetto come prova perchè dimostrata. La chiamo cosi perchè questo nome è stato scelto e se vogliamo capirci dobbiamo usare parole che abbiano lo stesso significato per tutti. Posso accettare una teoria, che non è dimostrata, se le basi logiche ne evidenziano la bontà, ma è comunque lecito dubitare. Posso accettare allo stesso modo un’ipotesi se allo stesso modo ci sono delle basi interessanti per discuterne ma ospito gli stessi dubbi che posso avere per una teoria e l’intensità di questi dubbi è proporzionata alla mia capacità di vedere ma anche alla capacità dei formulanti di mostrarmela. Posso dubitare perchè non l’ho io stesso riprodotto il fenomeno? No non posso o nessuno crederebbe a nulla, in qualsiasi discorso, una disconnessione globale di tutte le genti.

Esistono i fantasmi? Chiunque affermi di si perchè li ha visti esprime la propria convinzione ma non è sufficiente a rendere un’ipotesi teoria o anche meglio legge dimostrata. Questo significa che chi studia i fantasmi (non per spettacolo televisivo) è un pazzo? No assolutamente, è un indagatore dell’ignoto, di ciò che ne i nostri sensi ne le nostre macchine riescono ancora a misurare. Uno studioso, il prof. Preparata lo definirebbe uno scienziato, colui che studia ciò che osserva o ciò che non comprende per arrivare a comprenderlo. Attendo.

Divago, perchè il video di terzani non approfondisce tanto che cosa sussiste oltre la materia, ma evidenzia come oggi è tutto considerato materia e come l’uomo ormai valuti la propria vita solo in funzione di quanta di questa materia possiede. L’uomo vive sulla quantità di questa materia, è stato addestrato a viverne dipendente nella costruzione, distribuzione e acquisizione di questa materia dimenticando che la vita non è solo “avere” ma è fatta di tempi e stati d’animo. E’ fatta anche d’altro!

Terzani si addentra in come la società proietta tutto su questa materia, nella scuola, nell’economia, nella politica, in ogni frangente della vita, anche nel riposo stesso. “L’economia dovrebbe essere fondata sull’esigenza dell’uomo”, per la crescita dell’uomo aggiunge e aggiungo io, non solo della crescita spirituale, ma anche di quella materiale, proporzionandola a ciò che realmente occorre perchè le due crescite siano stampella l’una dell’altra.

La ricerca della felicità, meglio interpretata da Terzani come la ricerca della contentezza basata sull’accontentarsi.

Terzani ha fatto vita di questa formula, accontentandosi di ciò che lo circondava e traendo vita da questo. E’ una scelta drastica, che tanti non sfiorano nemmeno con il pensiero, ma non esiste via di mezzo?

L’uomo deve essere un “solitario” inteso come distaccato dalla società per vivere la sua spiritualità? Se questo è necessario, se ci dobbiamo adattare alla Terzani-scelta per ottenere la felicità o la contentezza significa che la società in cui viviamo è sulla strada sbagliata e quindi chi si impegna nel cercare di cambiarla questa società nella realtà insegue la propria spiritualità.

Fino a che la nostra società si esprime secondo i concetti della materia, sarà difficile trovare una via di mezzo e questa estremizzazione verso la materia porta ad una estremizzazione nell’altro senso, dove la spiritualità viene prima di ogni altra cosa e si raggiunge una dualità, un contrasto che all’una e l’altra parte impedisce di valutare se esiste una via di mezzo. Un limite per cui la materia perda di significato e ne acquisti la spiritualità; consci che comunque di materia viviamo, che sia biologica o mezzo meccanico o anche elettronico. Assurdo pensare ad una regressione a priori, assurdo pensare che non si possa vivere di altro se non di materia.

Dov’è questo limite? Sono felice che ci sia chi indaga, chi studia, chi apre nuove frontiere, ma non scordate mai che lo fate per tutti, non per voi stessi, se mirate solo alla vostra crescita non vi staccherete mai davvero dalla materia di cui siete fatti e non raggiungerete mai i livelli diversi che bramate.

Jacopo Cioni

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