Beniamino Andreatta

Beniamino Andreatta

Beniamino Andreatta

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Avversario del Popolo italiano

Avversario del Popolo italiano per le seguenti ragioni:

Appartenente a: Gruppo  Bilderberg;

Fu ministro del Tesoro dall’ottobre 1980 al dicembre 1982 nel governo di Arnaldo Forlani e nel governi di Giovanni Spadolini I e II. Nel luglio del 1982 provocò la cosiddetta “lite delle comari” con il ministro delle Finanze socialista Rino Formica, che fece cadere il governo Spadolini II. Non partecipò ai successivi governi di Bettino Craxi e di Giulio Andreotti, soprattutto perché scettico nei confronti dell’indirizzo economico da questi adottato.

La sua permanenza al Tesoro coincise con alcuni degli anni più critici della storia dell’Italia contemporanea. Andreatta sancì la separazione della Banca d’Italia dal Ministero del Tesoro, e quando nel 1981 emerse lo scandalo della P2, fu inflessibile nel rimuovere i funzionari e i dirigenti che comparivano nella lista sequestrata a Licio Gelli. (Ricordiamo che la P2 fu la lista massonica che cercava di imporsi come veicolo italiano per il NWO, perse la battaglia.) 

Il 12 febbraio 1981 succede il FATTACCIO, il Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta (mano armata dei Banchieri contro il Popolo Italiano), in spregio della Costituzione Italiana, scrisse al Governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi (Gruppo Bilderberg) una lettera che sancì il “divorzio” tra le due istituzioni. In pratica con una semplice lettera, senza alcun dibattito Politico e senza che TV e Giornali dessero il minimo risalto alla notizia, lo STATO ITALIANO veniva privato della Sovranità Monetaria – sovranità (derubata) che i Padri Costituenti hanno ammesso potesse essere compressa e limitata, solo a condizioni di pace e giustizia fra le nazioni e a situazioni di parità con altri stati, ma mai ceduta (art. 11 Cost.). In pratica, da quella data, la Banca D’Italia non garantiva più l’acquisto dei Titoli che pertanto dovevano essere collocati presso gli investitori privati ad alti interessi, Il provvedimento, formalmente giustificato dall’intento del controllo delle dinamiche inflattive generatesi a partire dallo shock petrolifero del 1973 e susseguente all’ingresso dell’Italia nel Sistema Monetario Europeo (SME), ebbe effetti devastanti sulla politica economica italiana.

Lo Stato veniva a trovarsi in balia dei mercati finanziari e delle banche – che lo costringeranno a pagare loro interessi sempre maggiori – per collocare il proprio debito. La sciagurata decisione del 1981 insieme a quella di aderire allo SME di due anni prima sono senza ombra di dubbio le principali responsabili della crescita esponenziale del debito pubblico in Italia – come dimostra il relativo grafico macroeconomico – e della perdita della sovranità monetaria. Tutto avvenne tramite una comunicazione scritta che : Beniamino Andreatta, Ministro del Tesoro a quei tempi membro del Gruppo Bilderberg (in futuro parteciperà alla riunione sul Britannia) consegnò a Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca Governatore della Banca d’Italia e membro del Gruppo Bilderberg.

Negli anni ottanta fu anche presidente della commissione Bilancio del Senato. Fu vice-presidente del Partito Popolare Europeo dal 1984 al 1987.

Il 1992 con tangentopoli si distrugge una determinata classe politica altamente restia ai trattati internazionali europei proposti.

Tornò al governo nel 1992, sull’onda dello scandalo di Tangentopoli che aveva allontanato molti volti noti, come ministro del Bilancio con l’interim della Cassa per il Mezzogiorno nel primo governo di Giuliano Amato, in sostituzione di Franco Reviglio dimissionario perché nominato ministro delle Finanze. In seguito fu ministro degli Esteri nel governo di Carlo Azeglio Ciampi (Gruppo Bilderberg) dall’aprile 1993 al marzo 1994, e in questo ruolo avanzò una proposta di riforma dell’ONU.

Con la Seconda Repubblica Andreatta divenne capogruppo alla Camera dei deputati per il Partito Popolare, ponendosi a capo dell’ala ex-democristiana schierata con i Progressisti contro il governo Berlusconi I e il suo Polo delle Libertà; fu eletto deputato nel 1994 e nel 1996, e fu uno dei principali ispiratori e sostenitori della nascita del nuovo raggruppamento di centro-sinistra l’Ulivo.

Andreatta, lungo tutta la sua carriera, fu il promotore di un sistema economico misto. Tra gli allievi principali della sua scuola di pensiero, Romano Prodi (Gruppo Bilderberg) fu il più importante, da lui poi proposto come guida per la coalizione di centro-sinistra dopo la caduta del primo governo Berlusconi nel 1995.

Prodi lo volle poi come ministro della Difesa nel suo primo governo (maggio 1996 – ottobre 1998), un ruolo dove Andreatta si distinse per la forza delle sue proposte: in breve tempo operò la riforma degli Stati Maggiori, ottenne dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il ruolo di guida per l’Italia durante la Missione Alba (un’operazione di peacekeeping e d’aiuto umanitario all’Albania interamente gestita da forze europee), propose l’idea di costruire e organizzare una vera forza di difesa internazionale europea; stabilì l’abolizione della leva obbligatoria, modificò il servizio civile. Era Ministro della Difesa in carica quando il 28 marzo 1997 la motovedetta albanese Kater I Rades, carica di circa 120 profughi in fuga dall’Albania in rivolta, affondò dopo una collisione con una corvetta della Marina Militare italiana.

Dopo la caduta del governo Prodi, nel 1998, fonda “Carta 14 giugno“, un’associazione ulivista che si proponeva di allargare le basi democratiche del consenso e favorire la riduzione del potere dei partiti: un’idea, questa, che Andreatta coltivava fin dagli anni della Democrazia Cristiana e delle Partecipazioni Statali. Fu fortemente osteggiato dal PPI durante la campagna elettorale per le europee del 1999, quando auspicò l’incontro tra Popolari e Democratici, di fatto l’embrione della Margherita.

 

Beniamino Andreatta

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