L’Expo, la guerriglia di Milano e il “divide et impera”

di Salvatore Santoru

informazioneconsapevole

black-bloc-milanoI recenti fatti di Milano hanno dimostrato ancora una volta come funziona il “divide et impera” e l’affascinante quanto accecante richiamo del conformismo più puro, spesso ancora più forte quando si presenta come “anticonformismo”.
Il copione prevede: da una parte i “No Expo”, monopolizzati ideologicamente dai centri sociali e da partiti e associazioni di sinistra (estrema e non ) e che come “azione diretta” hanno i black bloc (che perlomeno, a differenza degli altri, bisogna riconoscere essere coerenti con gli ideali che seguono), dall’altra i “pro Expo”, monopolizzati ideologicamente da una parte della destra liberalconservatrice e da una parte della “nuova sinistra” presente nel PD, che invocano una dura repressione poliziesca, in mezzo i cittadini, che a seconda degli interessi economici o delle proprie inclinazioni politiche, si schierano da una parte o dall’altra.

Le rispettive propagande ripetono in sostanza che l’Expo va male perché costa troppo, ci sono stati episodi di corruzione, il Sud del mondo è poco rappresentato e in fondo spaccare vetrine di negozi e automobili di cittadini non è una cosa così negativa in confronto ai mali del capitalismo e della globalizzazione guidata dall’Occidente, dall’altra che l’Expo va bene perché offre posti di lavoro e visibilità internazionale, e che gli episodi di corruzione non possono giustificare le forti proteste contro l’evento e il saccheggio della città, e così via.
Guardando da una prospettiva “imparziale”, ci si rende conto che entrambe le fazioni su certe cose non hanno torto e su altre rigirano la frittata secondo i propri interessi, ma una visione come questa, seppur condivisa da molti individui e che trova una certa cassa di risonanza nel web, ovviamente non ha spazio nei principali media, che devono enfatizzare gli “opposti estremismi” e il gioco delle parti per sviare dai reali problemi.
Facendo una piccola riflessione, è chiaro che l’Expo, come denunciato su diversi blog e siti (tra cui  anche questo) anche prima che si affinasse la propaganda politica di centri sociali e affini, ha una marea di “punti oscuri”, a partire dal fatto di essere più una vetrina per i propri sponsor (alta finanza, multinazionali e “coop rosse” ) che un’evento dedicato al “cibo sostenibile” (tra l’altro, con sponsor come Coca Cola e Mc Donalds per essere “coerenti” ), di aver avuto nella sua organizzazione pesanti infiltrazioni mafiose e di essere costato la vita a diversi operai e così via.
D’altronde, è anche chiaro che con i soliti triti e ritriti ideologismi e slogan novecenteschi non si risolve nulla, così come non si risolve nulla mettendo a ferro e fuoco la città e distruggendo automobili e negozi di cittadini, visto che così non si combatte il “sistema”, come magari credono in buona fede i ragazzi di sinistra radicale (di centri sociali e/o dei black bloc e altri gruppi antagonisti), ma si causano danni agli individui comuni, e il cosiddetto “sistema di potere” egemone ci guadagna.
Difatti, il “divide et impera” proposto dal “sistema egemone” prevede proprio questo in questi casi: da una parte la fazione autoritaria (di “destra” e/o “sinistra”) pronta a usare la forza contro ogni dissenso, dall’altra la fazione della “sinistra” “antagonista” che fa dell’irresponsabilità e del conflitto a ogni costo la propria bandiera e viene designata come l’opposizione “ufficiale” al “sistema”, quando in realtà queste due fazioni sono due facce della stessa medaglia, che non possono esistere l’una senza l’altra e tengono in vita il teatrino del “divide et impera”.
Purtroppo però sembra che la comprensione di tutto questo sia ancora ben lontana dall’essere acquisita, e ci si continuerà a dividere tra “parocchie” (sociali o meno) eternamente “nemiche” tra di loro e quindi…
Poliziotti repressivi contro manifestanti spaccatutto, amanti senza se e senza ma della polizia vs odiatori senza se e senza ma della polizia, massa di “sinistra” contro massa di “destra”, “ultras” ACAB (all cops are bastards) vs “ultras” ACAB (all commies are bastards), conformismo contro conformismo, potere ideologico contro potere ideologico … stessa storia, divide et impera.

Salvatore Santoru

L’Expo, la guerriglia di Milano e il “divide et impera”
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